Gli strascichi del Covid: 50 pazienti seguiti dall’Ulss 3 Serenissima

ultima modifica: 05/11/2020 ore 13:22

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Gli strascichi del Covid: 50 pazienti seguiti dall'Ulss 3 Serenissima

Gli strascichi del Covid: quante volte è stato detto che, superata la malattia, gli esiti spesso non spariscono come avviene in una normale influenza. Sono 50 i pazienti che hanno bisogno di essere seguiti dall’Ulss 3 Serenissima dopo l’uscita dal Covid.
Si tratta di una cinquantina di pazienti, per la maggior parte cardiopatici, ipertesi, diabetici, obesi, dismetabolici e nefropatici, che si sono ammalati di Covid-19, che sono stati curati negli ospedali dell’Ulss 3 Serenissima, e che ora frequentano l’Ambulatorio post Covid dell’Azienda sanitaria, messo in piedi ad hoc quattro mesi fa, nell’ospedale di Dolo (Venezia).
Tra i pazienti seguiti, gli uomini sono il triplo delle donne.
Hanno da 20 a 80 anni, e si concentrano soprattutto


nella fascia che va dai 50 ai 70.
Durante le visite il paziente viene sottoposto a tre esami diagnostici: la spirometria, che dimostra la funzionalità respiratoria e rileva danni funzionali ai polmoni; la radiografia, per capire se esiste un danno organico/anatomico; il test Dlco, che permette di determinare la capacità polmonare nello scambiare l’ossigeno tra alveoli e capillari.
Se necessario, viene poi richiesta anche una Tac, per osservare ancora meglio lo stato dei polmoni.
“La risposta dei pazienti che abbiamo visto in questi mesi è stata per la maggior parte molto buona – spiega il responsabile dell’ambulatorio, il pneumologo Accurso Aloi -. A tanti pazienti che erano stati dimessi con l’ossigeno ora lo abbiamo tolto, perché nettamente migliorati. Abbiamo dato prima priorità ai pazienti che per colpa del Covid sono stati in rianimazione, poi a quelli ospedalizzati ma mai intubati”.
Per il dg

Giuseppe Dal Ben “l’Ambulatorio post Covid accompagna chi ha vissuto l’aggressività di questo virus. Oltre a curare e raccogliere dati sui residui che il virus, una volta andato via, ha lasciato nel corpo di questi pazienti, questo ambulatorio diventa il simbolo della nostra presenza nei loro confronti, anche dopo la guarigione dall’infezione. Gli ex pazienti Covid non vengono lasciati soli, ma sono seguiti dopo aver costruito per loro una corsia dedicata, come quella di questo importante ambulatorio”.
Tra gli esiti del Covid rilevati dall’Ambulatorio e dalle due Pneumologie vi sono paralisi della lingua, sindrome di Gulliain-Barré, compromissione respiratoria a lungo termine, insonnia, risveglio notturno improvviso, affaticabilità, ipossemia prolungata.
In alcuni pazienti non c’è stata una completa normalizzazione del polmone, per un’iniziale fibrosi polmonare indotta proprio dal virus.
Nessun asmatico, o affetto da sindrome respiratoria cronica,


si è invece presentato all’Ambulatorio.
La maggior parte di questi pazienti sembra non aver contratto il virus.

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