Straniero già in aereo per rimpatrio “si fa male” per tornare a Venezia

ultimo aggiornamento: 17/04/2015 ore 18:40

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carceri santa maria maggiore TVETR

Scarcerato per poter essere espulso e rimpatriato, su ordine dell’Autorità Giudiziaria, se ne ritorna in carcere a Venezia.
Tutto questo perchè, privo di scorta della Polizia, una volta salito a bordo dell’aeromobile che lo doveva riportare in Tunisia si autolesiona.

A questo punto il Comandante dell’aereo chiama i colleghi, che poco prima lo avevano fatto salire a bordo, che si vedono costretti a prestargli le cure mediche per poi riportarlo in carcere.
E la beffa peggiore è che il biglietto dell’aereo, dallo Stato italiano è stato pagato ugualmente.


Basta con questi sprechi inutili.

Tutto questo è successo alcuni giorni fa, ma di fronte a questo ennesimo esempio di sperpero di denaro pubblico, e di tanto lavoro fatto per nulla da parte dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Venezia, non possiamo tacere.

Auspichiamo che il Questore di Venezia, si prodighi per far formare ulteriore personale della Divisione PASI (polizia amministrativa sociale e immigrazione) abilitandolo così a poter effettuare le scorte internazionali per riportare a case gli stranieri irregolari e che abbiano ricevuto un ordine dall’AG per poter essere espulsi e rimpatriati.


Per noi dell’UGL Polizia di Stato è quantomeno doveroso e necessario formare altro personale, in quanto vi sono all’interno della divisione PASI solamente 3 colleghi abilitati a questo tipo di servizio, quindi in caso di assenza dello stesso, gli stranieri da rimpatriare, magari come in questo ultimo caso, con precedenti penali e non molto tranquilli, hanno gioco facile ad opporsi all’espulsione.
Se fosse stata presente la scorta tutto questo non sarebbe successo.

Perchè in questa occasione si è deciso di non farlo scortare fino in Tunisia? Siamo convinti e per questo siamo intervenuti sulla questione, che i colleghi debbano essere messi nelle condizioni di poter svolgere al meglio il proprio lavoro che spesso viene vanificato, appunto, per la mancanza di mezzi, risorse e alcune volte anche dalla volontà dei nostri vertici. E’ giusto che il lavoro sia concreto, visibile e tangibile. Basta sprechi e basta perdite di tempo.

Segreteria Provinciale
UGL Polizia di Stato di Venezia

17/04/2015

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