Strage in chiesa americana, catturato il killer, ha 21 anni

ultimo aggiornamento: 19/06/2015 ore 06:34

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strage chiesa americana Dylann Storm Roof 21 anni

La strage avvenuta in una storica chiesa frequentata dalla comunità afroamericana a Charleston, in South Carolina, ha un volto ed ora anche un uomo.
L’Fbi ha identificato il killer della strage di Charleston, avvenuto in chiesa: il suo nome e’ Dylann Storm Roof, di 21 anni. Lo ha reso noto la polizia della citta’.
Secondo alcune fonti, il killer e’ stato segnalato all’Fbi da suo zio, che lo ha riconosciuto nelle prime foto riprese da una telecamera di sorveglianza e diffuse dalla polizia dopo la strage.
Il killer della chiesa di Charleston è stato quindi catturato. La conferma arriva dalla Cnn citando fonti interne delle forze dell’ordine.
Le fasi della strage nella chiesa americana hanno avuto uno svolgimento drammatico. Un uomo bianco è entrato verso le nove di ieri sera e ha aperto il fuoco all’impazzata, mentre era in corso una lettura della Bibbia.

Il bilancio e’ apparso da subito pesante, con nove morti. La persona che ha aperto il fuoco è poi riuscita a dileguarsi. La polizia ha subito avviato una vasta caccia all’uomo per rintracciarlo, usando anche gli elicotteri, ma la caccia è rimasta per diverse ore senza successo.
La descrizione del killer parlava di un ragazzo sui 21 anni, biondo, che indossa una maglia grigia e blue jeans, come ha fatto sapere via Twitter la polizia.
“E’ una tragedia incomprensibile”, ha detto il sindaco Joe Riley, precisando che otto persone sono morte sul colpo, mentre una nona e morta poco dopo il ricovero in ospedale. C’e’ anche un ferito, di cui al momento si ignorano le condizioni.
Per il capo della polizia della città, Greg Mullen, si tratta con ogni probabilità “un crimine d’odio” razziale, e come tale verra’ investigato. “Posso assicurare che stiamo facendo tutto quanto in nostro potere per trovare” la persona che ha aperto il fuoco, ha detto, aggiungendo che in base a quanto emerso finora, si tratta di un killer estremamente pericoloso, che ha agito da solo. Poco dopo la sparatoria, alcune persone hanno riferito del fermo di una persona che corrisponde alla descrizione fatta dalla polizia, e hanno anche diffuso via Twitter le immagini in cui si vede un uomo in manette, ma gli agenti hanno poi fatto sapere che “il sospettato” è ancora ricercato.


Allo stesso tempo, si era diffusa anche la notizia di un allarme bomba nei pressi della chiesa, che però non ha poi trovato conferma. La chiesa dove è avvenuta la sparatoria, la Emmanuel African Methodist Episcopal Church, costruita ai primi dell’800 in stile gotico, è una delle più vaste congregazioni di afroamericani nella regione ed una delle più antiche del suo genere nel sud degli Stati Uniti, e per questo è iscritta nel registro nazionale dei luoghi storici.
La zona di Charleston è stata di recente teatro di forti tensioni razziali dopo che un poliziotto bianco di nome Michael Slager è stato incriminato per sparato ad un nero, Walter Scott, uccidendolo mentre fuggiva, disarmato. L’intera scena è stata ripresa con un telefonino e postata in internet.
“Ancora non sappiamo tutti i dettagli di quanto e successo, ma sappiamo che non comprenderemo mai cosa possa indurre qualcuno ad entrare in uno dei nostri luoghi di preghiera per uccidere delle persone”, ha affermato in una nota il governatore della South Carolina, Nikki Haley.
Jeb Bush, candidato alle presidenziali del 2016, aveva frattanto in agenda tra alcune ore una serie di eventi elettorali proprio a Charleston, ma in seguito alla sparatoria ha fatto sapere di aver cancellato tutto il programma.

18/06/2015

Paolo Pradolin


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