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sabato 31 Luglio 2021

Strage a scuola, talebani armati sparano su bambini e insegnanti

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145 morti. 132 gli studenti allievi della scuola, almeno 120 bambini. Decine i feriti ancora da valutare con precisione.
Questo il bollettino di un’azione di forza di talebani armati che è entrato in una scuola pachistana sparando a caso e prendendo i piccoli come scudi umani quando è arrivata la polizia.
È accaduto ieri a Peshawar, città spesso teatro di scontro tra la sovranità del governo di Islamabad e gruppi dell’estremismo islamico legati ai Talebani, che operano quasi indisturbati nelle cosiddette «Zone Tribali», le province di etnia pashtun lungo la frontiera con l’Afghanistan.
Un gruppo di talebani armati ha fatto irruzione verso le 10 della mattina (ora locale) in una scuola (le lezioni erano già cominciate). L’attacco è andato avanti «quasi otto ore» e i guerriglieri sparavano a chiunque arrivasse a tiro, bambini per primi.

Da sei a nove gli uomini armati, vestiti con le uniformi del «Frontier Corp» (l’unità che dai tempi dell’Impero britannico in India ha il compito di vegliare sull’ordine pubblico nelle Zone Tribali). La scuola locale, impreparata ad azioni del genere, è gestita da militari. Si tratta di una delle istituzioni educative più prestigiose del Paese. I bambini che la frequentano hanno la divisa tipo college: camicia chiara e cravatta con giacchetta o maglione verde per i bambini; vestiti lunghi azzurrini per le bambine, anch’esse in maglia verde. Sono frequentate dai figli dei soldati, ma anche aperte ai civili.

Improvvisamente le esplosioni. Un testimone ha raccontato di un insegnante bruciato vivo davanti agli alunni. E’ stato il caos anche nei soccorsi dopo pochi minuti: tra urla, sirene, spari, non si capiva chi fosse il nemico.
Poco tempo dopo talebani pachistani in prima persona rivendicavano la paternità dell’azione. Loro hanno sparato ai bambini: «È la nostra risposta alle vostre aggressioni che ammazzano i nostri figli, le nostre donne, distruggono le nostre case. Adesso anche voi proverete un poco del nostro dolore», ha dichiarato ai media locali Muhammar Umar Khorasan, portavoce del «Tehereek-e-Taliban», una delle formazioni più note.

Mario Na.

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