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lettera. Storie di ordinaria pazzia nelle corsie. Gli infermieri stanno scoppiando

Ormai non fa più ne notizia ne scalpore, è cosa talmente tanto normale che viene pure posta in secondo piano.
Parlo di quest’orda di PAZZIA che investe tutto il Sistema Sanitario Nazionale e sopratutto non esclude il nostro “Avvenieristico e modernissimo” Ospedale dell’Angelo. Si, peccato lo sia solo nella carta….

Nell’ospedale il personale manca e se viene assunto” avviene tramite contratto a tempo determinato; i malati sono tanti e considerando i tagli compartimentali negli ospedali periferici, le risorse economiche vengono a mancare con conseguente ritorsione in tutto l’ambiente.

Beh, è la normalità, almeno cosi’ si dovrebbe dire, visto che la crisi è tale di questi giorni, e come in altri “settori” statali quali scuole e forze dell’ordine, anche noi Sanitari siamo sempre coinvolti visto che attualmente tutti tirano la cinghia.

Ma vi è un mah, un mah che rientra quando non tutti conoscono la realtà dei fatti, la realtà vissuta da chi vi si trova dentro, nel quotidiano, nella vita reale, da chi ogni giorno deve far fronte, destreggiarsi, inventarsi, sopperire, a questa giungla fatta di innumerevoli richieste senza considerare che non si hanno le possibilità per affrontarle, non garantendo le adeguate “protezioni”.

Probabilmente pochi sanno come possa essere tradotta una giornata quotidiana per un’infermiere, le premesse come sono sopra elencate, anzi, cosa ancora peggiore, solo infermieri o addetti del settore riescono a comprenderlo.

Noi infermieri sperimentiamo su di noi cosa voglia dire avere una vita, e tempo libero, totalmente compromessi a causa di turni illegittimi e massacranti con richieste assurde ed ultimamente con cambi dettati da direzione “obbligando” i dipendenti a rientri forzati senza giusta causa.

La causa purtroppo però vi sarebbe, peccato che essa dipenda proprio da chi, legittimamente richiama a forza e con l’obbligo a lavoro i dipendenti.
Tutto questo a scapito di quello che è un benessere fisico, che viene pure contestato, poiché se un infermiere ha un crollo da stanchezza, ciò non gli è permesso e di conseguenza vieni catalogato come il furbacchione di turno.

Ci troviamo nella situazione che proprio noi che dovremmo essere i professionisti della salute, noi, che dovremmo essere garanti della sicurezza sull’assistenza, siamo i primi a non averne diritto rendendo pericoloso a sua volta l’’assistenza al prossimo.

Tutto cio’ sembra incredibile vero??

Eppure è cosi’, noi che siamo e trattiamo l’emergenza, noi che siamo i professionisti dell’’assistenza, noi che preserviamo la vita altrui e che tale è il nostro principio etico professionale ci troviamo in forte crisi, ci sono decine di migliaia di operanti nel settore sanitario disoccupati e la situazione nel nostro ospedale “Scoppia”…..
Vi è qualcosa che non mi torna..
anzi
più di qualcosa……

Questo tipo Gestionale, questo modo di spostare le pedine di tabella, fa acqua da tutte le parti, e la cosa più tragica in tutta questa storia è che chi ne rimette è tutta la collettività..
avete capito bene… LA COLLETTIVITA’

Qui è tutto da rifare, le fondamenta sono crollate, e stanno iniziando a creparsi i muri portanti.
Vi è l’errore culturale di base.

Dove arriva l’interesse economico e dove comincia la tutela dei pazienti “utenti” in primis e in seguito dei professionisti??
Il baricentro è totalmente spostato dalla parte del primi, anche qui, in un settore dove l’interesse “dovrebbe” essere la cura, ormai siamo arrivati ad un punto dove l’utente viene conteggiato come “minuti o ore” di assistenza infermieristica.

Eh già avete capito bene, questo ormai è il vostro parametro di assistenza, non siete più utenti, con un nome e cognome, persone fisiche con diritti dettati dall’’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma solo minuti ed ore.

Non riesco, con tutta la mia apertura mentale a capire o contemplare come si possa essere arrivati e come si possa continuare per questa strada, o perlomeno come anche i sindacati possano tollerare tutto ciò’ essendone a piena conoscenza.

Ritengo giusto che l’opinione pubblica venga messa a conoscenza di queste carenze, perché ad essa riguarda, viviamo con l’angoscia che qualcosa possa accadere, siamo consapevoli che l’assistenza ha subito un calo, e che l’errore secondo studi scientifici riconosciuti e documentati si presenta proprio quando viene a mancare tutto ciò. Perciò sì , riguarda la collettività quando io, mi rendo conto che la tutela dell’assistenza viene a mancare non per colpe di chi tale diritto dovrebbe dare, ma da chi ti obbliga a lavorare in tali condizioni decidendo al tuo posto, dicendoti ed ordinandoti che se hai solo due mani, è un tuo problema, e se non sei in grado di utilizzarne altre due il problema è tuo. E’ giusto che l’’opinione pubblica sappia cosa voglia dire essere in carenza di risorse umane in un ambito così delicato come quello della salute!

In alcuni casi specifici, ad esempio le Rianimazioni, si può osservare come l’alta complessità delle prestazioni erogate, non rispecchi uno “standard” forzato, come pure le sale operatorie e i pronti soccorsi.

A questo punto si comincia ad evincere come l’’alto livello di stress e di impegno fisico, intellettivo ed emotivo a cui siamo sottoposti, dovrebbe comportare quantomeno l’’essere messi in condizione di poter lavorare nel migliore dei modi possibili, in totale sicurezza per noi e per l’’utente quindi agevolati piuttosto che ostacolati!
Giusto, direte voi!
E no invece!!!

Proprio qui sta il problema!
Proprio qui sta l’’assurdo!
Il problema è proprio qui: la comprensione da parte dell’’opinione pubblica, ed anche di chi (cosa molto più grave!) è chiamato a decidere delle nostre sorti!

Già… ma che ne sanno di cosa voglia dire correre a perdifiato per trattare un trauma per salvare una vita?
Che ne sanno di cosa voglia dire stare ore ed ore su un unico utente, per cercare il tutto per tutto di salvargli la vita?
Che ne sanno di cosa vuol dire cercare di consolare una madre e un padre che perdono il proprio figlio?
Ore ed ore, notte e giorno?
Che ne sanno di cosa voglia dire fare doppie notti?
Che ne sanno delle nostre “Paghe” non aggiornate da non ricordo neppure da quanto e di mancato riconoscimento economico per una responsabilità che nessuno mai si prenderebbe per queste cifre? Che ne sanno tutti di week end interi passati dentro dopo aver lavorato l’’intera settimana con altre notti impreviste?
Vi gira la testa?
Anche a noi, ve lo posso assicurare!

Ma a noi non è concesso parlare, scioperare o manifestare, no non ci è concesso, e come sempre la risposta è: forza e coraggio, sarà solo per poco tempo… con la scia del ricatto etico professionale.

L’infermiere è un professionista insostituibile, l’unico che garantisce l’assistenza al malato secondo la legge italiana, l’’infermieristica è una scienza….
Questo ci insegnano all’’Università ed è questo che devono capire tutti!

Al Professionista va riconosciuta la sua dignità intellettuale ed, in quanto tale, va messo in condizione di svolgere la propria professione quantomeno in sicurezza, visto che la sicurezza del paziente è quella che dobbiamo garantire!
Noi siamo stufi… Tutti quanti!
Noi che siamo in “trincea” non ne possiamo più!

Siamo stufi di lavorare in condizioni precarie, siamo stufi di subire decisioni intollerabili, tagli alle spese, del mancato riconoscimento economico e sociale, stufi delle orecchie sorde che fanno finta di ascoltarci e delle innumerevoli responsabilità che abbiamo attribuite senza, di contro, i minimi requisiti per lavorare in sicurezza!
Senza Infermieri non c’è assistenza, non c’è salute, questo sistema di cose non porterà a nulla di buono!
Pensateci…
Pensateci tutti!
Un sorriso stanco… da tutto il personale….

L’autore ha chiesto la pubblicazione di questa lettera dietro garanzia dell’anonimato. Assecondiamo la richiesta avendo capito che occorre mettere al riparo lo scrivente da eventuali ritorsioni, purtroppo non insolite in un ambiente in cui esiste un sistema punitivo per chi trasgredisce all’assoluto divieto di parlare agli organi di stampa.
Si conferma che questi spazi sono a disposizione per eventuali repliche.

31/07/2016

(foto di repertorio: Ospedale dell’Angelo, Mestre)

Riproduzione Riservata.

 

10 persone hanno commentato questa notizia

  1. Concordo con l’ultima frase di Ghitta: “prima o poi tocca a tutti aver bisogno”, per se stessi o per un familiare/persona cara che sia; comunque, in attesa che la Vita pareggi i conti, penso seriamente di abbandonare quest’àmbito “professionale”.. tanto, sembra che persino chi si vende sulla strada riceva dal cliente-utente più rispetto che non un infermiere/a.

  2. Io ho 59anni,ho lavorato per anni medicina,lunga degenza personale ridotto all’osso,turni massacranti e i sindacati non hanno fatto mai nulla,i capi in alto soprattutto il direttore generale a lui basta che si lavori ma lui dovrebbe lavorare in una corsia.Vedo con il nuovo ospedale nulla è cambiato,purtroppo siamo una massa di pecoroni bisognerebbe incrociare le braccia veramente.

  3. Per non parlare del personale che ha una media di cinquant’anni (almeno qui in Sicilia) con tutti gli acciacchi provocati da questo carico di lavoro come se non bastasse ciò che il normale lavoro ti regala negli anni. Inoltre hanno creato un’altra forma di precariato assumendo alcuni giovani come libero professionisti con un tetto massimo di 110 ore mensili e senza alcuna indennità notturna, festiva, ferie e malattia. Della serie se lavori guadagni altrimenti niente. Ringraziamo di questo i sindacati che non si sono messi di traverso a questo ulteriore sfruttamento.

  4. Pensavo che fossimo noi oss domiciliari gli ultimi degli ultimi degli ultimi , leggo che siamo una bella compagnia . Purtroppo negli anni i sindacati si sono dedicati alle speculazioni e poco ai lavoratori . Basterebbe che riunissero tutti noi , tutti i poco considerati per ricordare a quei meschini che ci vogliono governare senza alcun titolo , che siamo molti più di loro e che siamo noi a pagarli , compresa tutta quella gente del parlamento Europeo che detta legge . E’ ora di tornare in piazza . Non lo faremo lo so , un po’ per rassegnazione e un po’ per timore ma poi contro chi protestiamo ? Il giorno dopo e’ cmq come prima .

  5. Troppo dirigenti dove non serve e dove necessità non si assume…serve un cambio di marcia definitivo ..basta strapagare generali che fanno project fina cong e poi non si paga chi lavora sul campo.resta a noi riprenderci la nostra dignità di lavoratori e cominciare a tagliare falsi sindacalisti che non portano risultati.piazza pulita dei parassiti…tutti

    • Inizierei con il ringraziare i dirigenti strapagati x risparmiare centesimo su centesimo mettendo in pericolo la vita di tutti. Premi di risultato da centinaia di migliaia di euro annui. Non solo nella sanità ma in tutto quello che riguarda il pubblico.

  6. E cosi purtroppo parlo da ex infermiera e vi garantisco si vede si nota come sia cambiata l’assistenza infermeristica…..mi fa male vedere certe cose e sentire frasi dettate da stress….ma ci avete pensato la vita è una giostra prima o poi tocca a tutti aver bisogno!!!!

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