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venerdì 22 Ottobre 2021

Spara alla moglie col fucile poi si suicida davanti alla figlia. Tragedia nel viterbese

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Spara alla moglie e la uccide a colpi di fucile, poi si suicida davanti alla figlia. L’ultima tragedia di una pazza mattanza ai danni delle donne che pare non finire mai avviene nel Viterbese.
Ha premuto il grilletto prima contro la moglie e poi ha puntato il fucile da caccia contro si sé.
La tragedia sabato sera in un piccolo borgo del viterbese.
Il 65enne C.P., di origini sarde, ha ucciso la moglie Anna con un colpo di arma a canna lunga e poi si è tolto la vita con lo stesso fucile, davanti a una delle figlie.
È accaduto poco dopo le 20 a Castel Sant’Elia, un paesino a pochi chilometri da Nepi.
Secondo una prima ricostruzione, l’uomo ha aspettato in un angolo del giardino che la donna e la figlia rientrassero nella casa che si trova in aperta campagna, in cui lui non viveva da giugno, e sbucando nel buio ha sparato a distanza ravvicinata.

A dare l’allarme la ragazza che, disperata, ha chiamato i soccorsi.
Una drammatica telefonata in cui ha raccontato quello che era appena successo.
All’arrivo dei soccorritori nell’abitazione, per la coppia non c’era più nulla da fare.
Sulla vicenda indagano i carabinieri della compagnia di Civita Castellana.
Rimangono ancora da chiarire i motivi del gesto.
Dalle prime informazioni sembra che la coppia fosse in fase di separazione e che proprio per questo motivo l’uomo da qualche mese non vivesse più con la moglie.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sembra però che non ci fossero state avvisaglie che potessero far presagire un epilogo del genere.
Sono in corso anche accertamenti sull’arma, un fucile da caccia, per capire la provenienza.
Al momento non risulta, infatti, che il 65enne avesse armi.

Sotto shock l’intero paese dove la coppia con le due figlie vivevano da tempo.
“Un dramma che ci coinvolge: la morte improvvisa dei coniugi è qualcosa di tragico per tutta la nostra comunità” ha scritto su Facebook Vincenzo Girolami, sindaco di Castel Sant’Elia.
“Le parole sono strette, soprattutto nei momenti come questi – ha aggiunto il sindaco -. Esprimiamo il nostro cordoglio alle figlie, e a tutti gli altri familiari”.

C.P. era arrivato a Castel Sant’Elia da bambino e, insieme al padre e al fratello, aveva messo in piedi un’azienda agricola.
Poi l’incontro con la donna, il matrimonio e la nascita delle due figlie.
Pochi anni fa la decisione di aprire una tabaccheria per iniziare una nuova vita.

>> vedi anche: Moglie accoltellata al volto per rapporto rifiutato, poi le rasa i capelli

E quello di sabato sera è solo l’ultimo di una serie di femminicidi avvenuti negli ultimi mesi in Italia.
Una lunga scia di sangue e violenza.
Un crimine “odioso”, una “vera e propria piaga sociale”, con numeri “incredibili e drammatici nei soli mesi di agosto e settembre di quest’anno: 11 donne uccise, 8 per mano del coniuge o comunque di persona legata alla vittima da una relazione affettiva”, ha detto solo due giorni fa il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese nel corso di un convegno alla Camera.

In quell’occasione Lamorgese ha sostenuto la necessità di “ripensare le misure di prevenzione, con l’estensione mirata dell’arresto obbligatorio in flagranza, l’introduzione di una specifica disciplina sul fermo dell’indiziato, mentre la tutela delle vittime potrebbe avvalersi di un indennizzo più sostanzioso da attribuire”.
Dal primo gennaio di quest’anno al 19 settembre – indicano i dati del report settimanale del Dipartimento della Pubblica sicurezza – sono stati registrati 206 omicidi, con 86 vittime donne (+1 rispetto allo stesso periodo del 2020), di cui 73 uccise in ambito familiare/affettivo.
Di queste, 52 hanno trovato la morte per mano del partner/ex partner.
Nel 2020 gli omicidi volontari ai danni di donne sono stati 116, cinque in più rispetto al 2019.

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Prende a martellate la moglie e la uccide. Il terribile fatto di sangue è avvenuto nella abitazione della coppia, nel vicentino.
L’uomo ha impugnato un martello probabilmente al culmine di una lite e si è accanito sulla moglie uccidendola.
Protagonista dell’omicidio un muratore 51enne che ha ucciso la moglie di 39.
E’ accaduto nell’abitazione della coppia a Pove del Grappa (Vicenza) dove erano anche presenti i figli dei due, di 13 e 9 anni.
Non è ancora stato chiarito se i due minori abbiano potuto vedere quanto è accaduto.
Subito dopo il delitto l’uomo ha chiamato il 112 e si è consegnato ai Carabinieri giunti da Bassano del Grappa.
La famiglia, di origine albanese, viveva nel vicentino da anni e mai aveva avuto problemi sia di lavoro che di convivenza nella piccola comunità.
Per ricostruire la vicenda oltre ai Carabinieri di Bassano sono giunti anche i colleghi del nucleo investigativo di Vicenza, che hanno repertato l’arma del delitto.
Sul posto anche il Pm di turno per raccogliere la confessione dell’uomo.
Proprio sulle motivazioni del gesto gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo, anche se al momento l’ipotesi più accreditata sarebbe quelle di un litigio poi degenerato in violenza.
Nella ricostruzione della dinamica si parla dell’uomo che si sarebbe scagliato sulla moglie colpendola al capo con il martello più volte, sino a causarne la morte.
L’omicida, pur sotto choc, ha comunque già parlato con gli inquirenti, raccontando quanto avvenuto.
I bambini invece – subito allontanati dalla casa – sono stati affidati ad un parente della coppia che abita nel bassanese.

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La zona attorno all’abitazione è stata interdetta al passaggio delle persone ed al traffico per evitare la presenza di curiosi che volevano vedere quanto era accaduto.
Si tratta di un piccolo paese, normalmente estraneo a fatti del genere.
La notizia è diventata di dominio pubblico in brevissimo tempo e molti residenti si sono avvicinati alla casa in via Bastianelli.
Tutti sono stati però tenuti a distanza per il ‘cordone’ predisposto dai Carabinieri.
Una piccola comunità quella di Pove, alle pendici del Monte Grappa, dove si conoscono tutti ed un dramma familiare del genere lascia tutti allibiti come hanno detto alcuni abitanti.
La famiglia del 51enne viene definita tranquilla, anche se schiva, dai vicini con la donna vista più volte ad accompagnare i figli a scuola oppure ad uscire per fare la spesa.
Anche il sindaco del paese, Francesco Dal Monte, che a sua volta non ha potuto avvicinarsi alla casa, conferma che nulla poteva far presagire l’accaduto.

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L’atroce vicenda è avvenuta a Vicenza: un ex soldato americano della base Ederle ha ucciso la moglie nella loro villetta di Pozzoleone e poi si è tolto la vita.
La scoperta è stata fatta il giorno di Pasquetta grazie all’allarme dato dal sacerdote della base Setaf, preoccupato per la mancata risposta dell’uomo alle sue chiamate.
Il prete sapeva che l’ex militare, 44 anni, originario di Boston, attualmente a contratto per una ditta esterna, soffriva da tempo di depressione e aveva più volte detto di volersi
togliere la vita. Aveva cercato di stargli vicino, di confortarlo, di allontanare dalla sua mente i pensieri autodistruttivi, ma non ci è riuscito.

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Quando i Carabinieri della Setaf e poi i colleghi del nucleo investigativo di Vicenza e Thiene sono entrati nella villetta a schiera in cui la coppia abitava, attorniata dalle abitazioni di altre famiglie di soldati americani, si sono trovati davanti ad una scena che lasciava poco spazio a dubbi.
La donna, 40 anni, di origini orientali, era distesa a letto senza apparenti segni di violenza. Il marito è stato trovato sgozzato, in un lago di sangue sul pavimento del bagno.

Gli investigatori per ora si limitano a confermare che nella vicenda non sono coinvolte terze persone, facendo capire che l’unica ipotesi accreditata è che l’uomo abbia ucciso la moglie soffocandola nel sonno e poi si sia tolto la vita tagliandosi di netto la gola.
Dubbi in effetti, su come sono andate le cose, sono pressoché nulli: a parlare sono proprio le ultime parole che l’ex soldato è riuscito a tracciare con il suo sangue sul pavimento prima di morire: “I’m sorry”, quasi a chiedere perdono per quanto fatto.
Sul posto si è recato il pm Claudia Brunino.

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