Sospetti abusi scuola materna Treviso, quadro delle indagini complicato

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Per i presunti abusi in una scuola materna di Treviso, in cui un genitore si è ‘fatto giustizia’ da se’ schiaffeggiando una maestra, il quadro appare confuso e non facile per gli investigatori.
Una situazione che a momenti pare avere più l’aspetto di una contrapposizione fra gruppi di famiglie dei bambini, e fra alcune di queste ed il corpo insegnante. Le uniche cose certe al momento sono il clamore nato attorno una scuola materna alla periferia di Treviso, dove un genitore ha aggredito una docente 60enne accusandola di molestie sessuali nei confronti del figlio.
Al termine di una riunione nell’istituto, il dirigente, Gianni Maddalon, ha difeso la professionalità delle insegnanti rinviando agli organi investigativi l’accertamento di eventuali comportamenti anomali.
Le segnalazioni in questo senso erano comunque arrivate ai carabinieri soltanto pochi giorni fa e l’evidenza pubblica lievitata con il gesto clamoroso di ieri, ritengono gli stessi investigatori, rischia di aver compromesso l’efficacia degli accertamenti appena avviati.
Ad aver mosso le accuse verso il corpo docente comunque non sarebbero state più di cinque famiglie su un totale di oltre 100 iscritti, mentre la maggior parte dei genitori tende ad “assolvere” gli insegnanti attribuendo agli esposti finalità non collegate al sospetto di abusi sessuali.
Il sit-in di protesta che era stato organizzato per ieri mattina dalle famiglie più colpevoliste si è ridotto ad una breve manifestazione fatta sciogliere dalle forze dell’ordine.
Al momento non risulta che la maestra picchiata ieri dal genitore, medicata al pronto soccorso di Treviso e dimessa con una lieve contusione al sopracciglio, abbia sporto denuncia verso l’uomo e la prognosi non pare essere tale da consentire alla magistratura di procedere d’ufficio.
Come il fatto sia degenerato ha poi complicato il lavoro di chi deve indagare sui fatti.
“Ci sono state troppe iniziative di personale non competente, la strada è tutta in salita”. Queste le parole del Procuratore di Treviso Michele Dalla Costa sulla vicenda di presunti abusi in una scuola materna del capoluogo della Marca dopo che un genitore ha colpito con un pugno una maestra 60enne il tutto mentre erano in corso delle indagini da parte dei carabinieri.
Secondo Dalla Costa “l’unica cosa certa è il pugno in faccia ricevuto dalla maestra”.
Per il Procuratore è da chiarire se i bambini sono stati ascoltati da persone esterne all’organizzazione investigativa titolata ad agire, cioè, “bisogna comprendere chi, come e quando le loro versioni siano state raccolte” e, soprattutto, se il modo in cui sono state sollecitate “possa o meno aver influenzato il loro resoconto. E’ inutile andare a discutere sul fatto se i bambini di quattro o cinque anni siano o no attendibili – ha aggiunto il magistrato – perché l’efficacia di una loro testimonianza è legata al modo usato per ottenerla”. “Inoltre – ha concluso Dalla Costa – la rilevanza che la vicenda ha assunto anche attraverso i giornali non fa certo bene alle indagini”.

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