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“So venexian de aqua, abito in campagna, Venezia resta la mia città”. Lettere

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In risposta alla letterea: “Go fato ben a andar via (da Venezia) chea volta e no me dispiaxe proprio”.

So venexian de aqua… nato nei anni cinquanta… abito in campagna a Mestre… sì, Mestre per i venexiani… se campagna… anca Mian e Roma… tutta campagna.
Fatto el ponte che ne congiunge a Mestre… son da via… quaranta anni fa.
Go dovuo andar via per el mio lavoro, perché non me permetteva de viver a Venexia…

Go ancora parenti a Venexia… i ultimi de una generasion de venexiani che se ga estinto… tutti usciti… o morti…
El mio ricordo dei meio ani dea mia vita… li ho vissuti nella città più bella del mondo.

Mi son sposà… go avuo do fioi… nati venexiani… ora campagnoi…
Mi è rimasto un ricordo di una città allora strapiena di gente… di dialetto… di allegria… di vita meravigliosa…

Abito a Mestre… la più brutta città d’Italia… ancora oggi ritorno a Venexia spesso… resta la mia città… che ho dovuto lasciare.
Non la riconosco più… tutto è cambiato… ma camminando x calli e campielli… cerco di rivivere la gioia di un tempo ma torno a Mestre con un magone e un rimpianto.

Sì, Venexia… non è più quella dei tempi miei… ma resta la mia città che mi ha dato tanto in anni lontani…

T.B.
(lettera firmata)

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10 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Sono orgogliosa di essere veneziana, non mi sono arresa mai pur di restare a Venezia la mia amata città ma devo dire che tutti i disagi passati e presenti (acqua alta, case a peso d’oro,turisti invadenti e battelli carribestiame e chi più ne ha più ne metta) vorrei farli capire a chi comanda e vorrei sapere quando potranno finalmente risolvere qualcosa per i veneziani residenti e quelli che se potessero, vorrebbero ritornare.

  2. Che dispiacere e che dolore! Ho 80 anni e non vi sto a raccontare nulla. Le sole parole sono già state dette e a che cosa servono? A nulla!!! Non servono i ricordi, i rimpianti, il dispiacere ed il dolore. Credo che ormai da tempo i giochi siano già stati fatti. Noi vecchi abbiamo molte colpe ed i giovani pure. Quando mai si può pensare di ribellarsi ma davvero con i “forconi” e le “barricate! Io non La vedrò più. Era la mia anima. Era la mia fantasia e la mia voglia di vivere. Sono stata fortunata. Vedo più sotto che dovrei lasciare la mia mail: non ce l’ho! So usare a malapena il telefono con cui invio questo messaggio. L’indirizzo mail è di un’altra persona.

  3. Buongiorno a tutti ,intanto se un pecá che nisun meta El so nome..no ghe se gnente da vargognarse mi so Voltolina e no gó gnente da sconde digo queo che penso .Ia nostra Venezia ..finché Gera abitada da operai gente semplice,dai vetrai ,dai passa barca,e artigiani a gogò, dopo ghe Gera i signorotti e i signori,che gaveva i bessi, veniva e giostre,e dae isole tutti correva …e quando ,che passava e navi tutti saiudava Gera na festa,magari inquinava anca più de adesso,ma a tutti ghe comodava,se morto i veci se resta i fioi .che par ia lira e dopo co l’euro i se gá venduto anche e tre bae de nobiltà che i gaveva….e adesso se quei che co i schei che ghe se restá va in laguna a sigar co barche a remi che costa milioni contro quei che ne porta grana co e navi…senza trovare mai soiusion…Ricordiamoci che la terra ferma é abitata da Veneziani,e se non abbiamo mai votato x la divisione vuol dire che anche se siamo diventati campagnoli un po’ di sale e le tre palle di nobiltà e DIGNITÀ ce le abbiamo ancora.buon fine anno a tutti che sia sempre il migliore di quello che lasciamo,un pensiero a chi non c’è più e tanti auguri a quelli che verranno.

  4. Sono Veneziano da 69 anni, dalla nascita in campo San Lio. Naturalmente rimpiango i vecchi tempi quando in Calle Da Mezo si sentiva il grido dell’arrotino “El Gua” o “gusta ombre” e Bepi del giasso. Ovvio che rimpiango i vecchi tempi. Ma sono vecchi. La città è svenduta come tutti i centri storici di Roma, Firenze, Milano, Bologna etc. etc. Non sono i veneziani, i romani veraci che svendono ma è la natura dell’uomo. Chiamala cupidigia e anche ignoranza e non si torna indietro. Tu che scrivi che i veneziani veraci sono il male, come ti comporteresti se all’improvviso erediti alcune proprietà immobiliari… Negozi o appartamenti…. Li sfrutteresti con il turismo o li daresti ai Giovani veneziani o alle famiglie veneziane a cifre tipo 300 € al mese???!!!!!
    Daresti un negozio in affitto a 500/1000 € al mese per il bene della città???!!!!
    Vivere a Venezia è sempre stato più caro che vivere per esempio in Friuli, parlo di 30/40 anni fa però la città era viva di cultura antica cioè la Venezianità, la storia. Alla Fenice in seconda e terza galleria c’era il Venessian de Casteo e dei Bari, c’ero io. A Roma poco tempo fa in via Merulana, prima periferia, ho affittato un appartamentino, su 20 appartamenti10 erano per turisti e così in tutta la città. A Fiera di Primiero Trentino la metà delle case sono in affitto turistico peggio a San Martino di Castrozza. Se vai in Toscana e Umbria è uguale.
    Altro esempio la mia casetta a Venezia supponiamo vale 300mila € , se uno straniero o una società alberghiera mi offre 500 mila € io cosa faccio ? e tu che parli male dei Venessiani cosa faresti?
    Io non ho venduto perché so Mona e la mia famiglia vuole restare. Però il pensierino di andar via visto che un Venessian ha verto un ostaria in un magazen in cale difronte a casa mia lo go fato.
    El permesso ghe lo ga da’ El peso sindaco che gavemo mai vuo.
    Brugnaro non xe Venessian e de Venessian no sa gente.
    Ma comunque soluzioni non ce ne sono e gli ultimi veneziani non possono risolvere niente.

  5. Carissimi, la questione non è grana o non grana, io per esempio non lavoro con il turismo, non sono ricco e pago le tasse. Vivere a Venezia è una scelta, su questo penso non ci siano dubbi. Su Brugnaro penso lui sia un imprenditore e non un sindaco.
    Il problema di Venezia è la gestione della città come se questa fosse solo una “opportunità” per fare soldi facili e quindi: vendi palazzi, crei alberghi – proprietà straniere, organizzi eventi di dubbio gusto.
    Sicuramente non facile da gestire questo problema identitario che investe anche altre realtà oltre Venezia. A Berlino per esempio è vietato affittare l’intera casa a turisti, puoi affittare solo una stanza, in Olanda le imbarcazioni hanno tutte gps obbligatorio e appena superi il limite di velocità ti arriva la multa, soluzioni semplici ma efficaci, senza pensare di essere un genio. Poi c’è come in tutta Italia il problema del nero chi non paga le tasse o le paga solo in parte è di solito ricco e ha la grana.
    Quindi lasciando perdere i romanticismi del signore che ha scritto la lettera e che rispetto, penso che Venezia debba avere una gestone “super partes” ed essere laboratorio per innovazione cultura e rispetto per l’ambiente.
    Un abbraccio a tutti e buon fine anno

  6. Il solito veneziano che non ha ancora capito che il più grande problema di Venezia sono i veneziani stessi… più un veneziano si riempie la bocca di orgoglio veneziano e più sarà pronto a vendere allo straniero con la valigetta col cash… gli imprenditori veneziani sono i primi che hanno licenziato i dipendenti veneziani /mestrini per assumere extracomunitari che accettano metà dello stipendio e sfruttamento a go go… senza contare che tutti i sindaci veneziani che abbiamo avuto (eccetto Brugnaro) hanno rovinato e svenduto piano piano la loro stessa città…

  7. Venezia ….io ci sono nata 60 anni fa’ e sono dovuta scappare a 15 anni con tutta la famiglia perché già a quei tempi per un padre come il mio, nonostante un ottimo lavoro per quei tempi, dopo uno sfratto non si trovava già la possibilità di un appuntamento a prezzo vivibile ( in affitto …..)
    Da quel momento le nostre vite sono cambiate in un incubo continuo ….
    Dopo tante ” disgrazie ” ci sono tornata a vivere da adulta con un marito e in figlio tutti Nati a Venezia…. Era la fine degli anni 80, 88 per precisare, ma è stato un altro incubo al contrario
    Lavoro inesistente, già quegli anni per mio marito pur conoscendo anche l’ ultimo ” masegno in tera ” lui nato nel 49 a Venezia e stra conosciuto anche come famiglia veneziana era difficile trovare lavoro, e parliamo di ristorazione, era l’inizio del lavoro solo per extra comunitari che lavoravano per due lire…. Siamo rimasti fino al 2007 con un ultimo appartamento in affitto dove pagavamo 1100 euro al mese, perché fortunatamente nel frattempo mio marito trovò lavoro e lavoravo anch’io anzi facevo 2 lavori altrimenti non si mangiava….ma poi con rassegnazione e con un bel esaurimento ormai irreparabile siamo scappati in terraferma, dove con 400 euro avevo un appartamento con giardino, tipo villetta ….
    Se rimpiango Venezia ?? No mi spiace, io a Venezia sono nata e vissuta in più riprese, ma è stata anche l’inizio della mia ” morte ” psicologica, Venezia non mi ha dato nulla anzi mi ha tolto tanto pur volendo rimanere con le unghie attaccate ai vetri, nessuno ci ha dato l’opportunità di rimanere
    Ormai sono una donna di 60 anni che a Venezia non ci torna da anni, anzi tranne questa estate che sono dovuta tornare per la morte di una mia zia…oltre al dolore della perdita di ormai uno degli ultimi parenti veneziani ho provato il dolore di vedere una città
    ” circo ” USATA come un giocattolo per ricchi signori e gestita solo da extra comunitari o cinesi la dove io e la mia famiglia siamo stati costretti a fuggire perché per noi non c’era posto, noi NATI E VISSUTI in quella città che ormai come ripeto per me è solo un grande CIRCO con un biglietto d’ingresso dal costo troppo alto …..Venezia per me è morta da decenni e non potrà più risorgere …..

  8. Una risposta mi scusi ma degna de un poastro..concordo appieno con T.B. sarà che più o meno abbiamo la stessa età e quindi abbiamo vissuto uno dei momenti magici della nostra città. A Pollame vorrei dire che è facile vivere a Venezia con la “grana” perché con un misero stipendio faresti la fame.. poi tranquilli tra una decina d anni non ci sarà bisogno di separare Mestre da Venezia perché quest ultima sarà pressoché deserta in mano allo straniero.. Felici Festività

  9. Queste lettere sono inutili e senza senso, questo “romanticismo” uccide l’identità di Venezia al Signor T.B. posso solo dire che mi dispiace se ora “xe mestrino” ma cosa ci vuole comunicare in queste righe? Tutta la sua tristezza? Grazie non serve. Il Signor T.B. ha votato al referendum del 2019 per la separazione? Ha votato NO perchè magari Lei che è un inguaribile romantico le piace avere scritto nel suo documento Comune di Venezia, Vero? Ecco cosa uccide questa città, gente come Lei che usa il cuore e non usa il cervello.
    Un Abbraccio!

    • Caro @pollame ma per curiosità, quanti anni hai ??
      Non è questione di tristezza, questa è parte di una vita, come lo è stata la mia, di una città per me di NASCITA, che non mi ha dato niente, solo dispiaceri e una vita rovinata !!
      Quindi prima di fare retorica spiccia, pensa che dietro a queste e quelle parole del signore nella lettera, ci sono PERSONE VERE, che hanno pianto e sudato per tentare di rimanere attaccati alle proprie radici, radici che invece ci hanno soffocato e rigettato ….

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