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Inquinamento, superata soglia PM10: a rischio auto e riscaldamenti

Dopo giorni di “soffocamento” da polveri, grazie anche agli intoccabili falò e panevin di cui il prof. Fabio Mozzatto di Venezia aveva chiesto il divieto a Comune e Regione (tanto cari al Veneto e Comuni quanto pericolosi per i loro polmoni!), dopo la relazione Arpav sull’inquinamento dell’aria nel 2018, inviata allo stesso, che conferma il superamento di oltre il 25% della media annua per il diossido di azoto emesso dalle barche in rio Novo,
dopo i tanti annunci ma il nulla di fatto delle istituzioni (nonostante la nota Ulss 3 Dip. di prevenzione, che ancora ad agosto confermava i rischi per la salute e suggeriva blocchi dei rii alle barche a motore),

un nuovo dato shock sul pericoloso gas emesso da taxi e mototopi arriva il 15 gennaio scorso, rilevato ancora una volta nell’invivibile rio Novo a Venezia (dati Arpav):
282 microgrammi/mc: oltre 7 volte il limite di legge annuo fissato a 40 microgrammi/mc!

Nonostante ciò, purtroppo non ci risulta preso alcun provvedimento, e chi di competenza scrive ancora che deve studiare, che ci sono competenze diverse sui rii (ma così non pare, per quanto riguarda il rio Novo…), e che… la centralina Arpav, da quanto risulta dalla stampa, l’avrebbe “voluta”… l’assessore: certo, ne ha approvato e finanziato l’installazione, ne siamo grati, ma in realtà pare sia stata chiesta dal professore, dato che ci sono documenti che attestano la sua richiesta sin dal 2015…

Quindi pare cui sia un nuovo “concorrente” nella “gara” ad attribuirsi il merito della richiesta, dopo avervi partecipato una nota associazione di Venezia, forse con smania di protagonismi.

Ma a Mozzatto interessa risolvere il problema, ed invita all’unità di fronte ad un interesse comune: la salute.

Sui tempi per “studiare” di alcune istituzioni, c’è da dire che i dati sulla gravità della situazione in rio Novo si sapevano già dalle prime settimane, dai primi mesi, dal primo quadrimestre scaduto a dicembre 2017, dal primo anno solare, e ora dall’anno civile: non bastava per prepararsi in tempo, per “pensare”, per “studiare”?

Di tempo ce n’è stato abbastanza pure per fare tavoli tecnici di zona, i C.I.S. (comitato di indirizzo e sorveglianza ) per i quali il cittadino aveva chiesto di trattare e risolvere i problemi dello smog prodotto dai natanti, anche per porre rimedio al “nulla per Venezia” previsto dall’Accordo di Programma per Il Bacino Padano del 2018 per lo smog a Venezia (oggetto anche di interrogazione all’ex Ministro Galletti…!).

C’è stata pure una petizione, una delibera unanime della Municipalità di Venezia per un’interrogazione urgente al sindaco: allora, cosa stanno aspettando le istituzioni competenti, e in particolare il Sindaco, a tutelare la salute di veneziani, studenti, turisti e gli stessi trasportatori e tassisti, che solo ora pare si rendano conto di quanto rischiano?

Di trovare un escamotage per salvare “capra e cavoli”?

Qualcuno crede sia giunto il momento di dire basta a quello che pare una grave presa in giro verso i cittadini, oltre che una grave inerzia ed inadempienza.

L’ora dei proclami è finita, basta promesse sul sistema Argos, ricorsi, assenza di operatori; basta tentennamenti sul controllo satellitare GPS (che consentirebbe di risolvere il problema di velocità, sicurezza e moto ondoso una volta per tutte), basta “dimenticarsi” che a Venezia non ci sono auto ma barche, lasciate inquinare senza limiti alle emissioni, classificazioni dei motori e rottamazioni; basta promesse su ibridi o elettrici che vedremo se va bene tra anni! Serve agire subito: non ci sono più alibi.

Ora attendiamo i provvedimenti dalla Magistratura, che forse è un tantino più decisa e drastica: si chiuda il rio novo e si crei una ZTL su tutti i canali interni di Venezia, e chi inquina stia fuori, senza se e senza ma, senza categorie, lobby o furbetti, o piagnistei sulla privacy per non mettere il GPS.

Il prof. Mozzatto, intervistato dapprima da Sputnik (giornale on line il 6.10.18) , ed ora pure da Rai 3 (per il l TG regionale del recente 16 gennaio, e da Antenna Tre e Rete Veneta per il telegiornale del 19 gennaio scorso), aveva fatto pure una richiesta per avere, visti i dati per il rio Novo, un’ulteriore centralina in altra zona a Venezia, affinché non si pensasse che il problema sia solo in rio Novo: “non ci sono soldi nè strumentazioni”, è stata la risposta.

Quindi ora intende chiederne il finanziamento a Regione e Comune, perché crede (e non è il solo!) che a Rialto, rio di Cannaregio, rio di Noale e simili, la situazione sia analoga al rio Novo, se non, dove passa pure Actv e Alilaguna, peggiore. Senza che nessuno lo sappia…!”

Per i provvedimenti invece, pare ormai si possa confidare solo sulla magistratura…

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