Silloge ”Oblio” – Poesie tra amor patriottico e solitudine del cuore

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Oblio Zaccardi

Poesia civile, lirica, patriottismo ed un fil rouge che li accomuna: un profondo senso di vuoto, una malinconica solitudine interiore ed esteriore. Silloge ”Oblio” la raccolta di poesie e odi di Enrico Zaccardi (Edizioni Montag, pagg.54, €12) concentra la sua attenzione proprio su questo. Lo sguardo del poeta, dal sapore tutto baudeleriano, riflette sulla contemporaneità e sul passato, lasciando poco spazio alla positività.

Tradizione e modernità, la raccolta di poesie si muove dentro questi due binari che corrono paralleli: è suddivisa in temi e ad ognuno di essi corrispondono diverse poesie ed odi. Sono brevi, lasciano lo spazio al lettore per riflettere, sono chiare, esaustive, metaforiche suggestive.

Nella sua poesia intimista, Zaccardi parla infatti di fantasmi, di cuori solitari, di morte e degli orrori del mondo. I suoi versi sono potenti in tutta la loro intensità, carichi di disperazione e decadentismo.

Nella prima parte della raccolta, intitolata Limbo, il poeta dedica la sua attenzione alla morte, giocando con le immagini (”il turbinio veloce e folle delle nuvole”, in contrasto con ”I Demoni” e i ”fantasmi inquieti”). Poco lirismo in questa prima parte, tante le immagini cupe, che parlano di vuoto e morte.

È quindi proprio il colore nero, quello che maggiormente si può associare alla raccolta, che prosegue con altre quattro poesie, anzi, elegie (derivanti dalla poesia greca e romana) tutte consacrate all’interiorità, al silenzio e alla noia, ”l’alcova infernale”.

Dopo alcune poesie dedicate invece all’Italia, chiaro segno dell’amore pattriottico verso la nazione, intrise però di tutta l’insoddisfazione e amarezza verso il popolo moderno, la raccolta si conclude con altri versi che riflettono la cupa interiorità dell’autore.

Silloge è una ricerca sull’esistenza, sulle radici del proprio essere, ma più in generale un viaggio nell’Io dell’autore, che spazia in ciò che crede, che lo affascina: la notte, la morte, il nero, un senso di solitudine e malinconia.

Per concludere, proprio in merito all’autore, tra tutte le poesie le due più belle sono e significative sono: ”Il poeta è morto”, in cui Zaccardi si rivolge a se stesso, ma anche ”Spleen”, che riflette proprio il suo stile baudeleriano.

Alice Bianco

Riproduzione vietata

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