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Sesso con uno sconosciuto: coppia focosa ferma un ragazzo per coinvolgerlo, ma era un ricatto

I Carabinieri della Tenenza di Mira hanno tratto in arresto questa mattina C. Ivano, del ’65 e C. Pepita, del ’67, coppia residente nella provincia di Padova, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal GIP del Tribunale di Venezia su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo lagunare per un’estorsione commessa a Mira (VE) circa 3 settimane fa.

I fatti. La coppia di conviventi poco più che 50enni, già noti ai Carabinieri per i loro trascorsi nelle attività illecite, nel primo pomeriggio di un tranquillo sabato primaverile, in concomitanza con le prime giornate di sole, hanno pensato bene di attuare un’estorsione, per così dire, a “luci rosse”, in danno di un giovane della provincia di Venezia.

La coppia si è così portata lungo l’argine dell’idrovia a Mira (VE), ha atteso l’arrivo del primo sconosciuto che si trovava a passare in zona, in questo caso un appassionato di pesca, per attuare il proprio disegno criminoso.

I due, dopo aver parcheggiato l’auto lungo la strada asfaltata che costeggia il canale, vedendo arrivare il giovane che, ignaro di ciò che gli sarebbe accaduto di lì a poco, voleva dedicarsi al suo hobby preferito, hanno dato il via alla loro messa in scena, simulando un focoso scenario sessuale all’interno dell’abitacolo dell’auto.

L’auto parcheggiata, alcova improvvisata, non poteva certo passare inosservata al giovane, tanto più che i due cinquantenni, nel preciso intento di farsi vedere dalla vittima, avevano lasciato appositamente spalancata la portiera della macchina.

Il ragazzo, giunto all’altezza del mezzo, non poteva non accorgersi delle performance della coppia di mezza età che si agitava spogliata e senza alcuna inibizione, rimanendo meravigliato e stupito di assistere ad una situazione del genere in pieno giorno ed in un luogo per niente isolato.

Lo stupore del ragazzo aumentava quando la coppia, per nulla inibita alla vista dell’estraneo, gli chiedeva se fosse interessato a partecipare all’incontro o anche solo se voleva assistere. Il ragazzo, in pieno imbarazzo, declinava qualunque offerta e si dirigeva verso la propria auto per allontanarsi quanto prima dal luogo evidentemente per cercare un posto più tranquillo per la pesca.

La coppia, però, preparata e lanciata l’esca a sua volta, dava il via alla seconda fase del piano, cercando di agganciare la preda all’amo e catturarla, tanto per rimanere in argomento. Infatti, l’uomo e la donna, raggiunto il ragazzo fino nei pressi della sua autovettura, pretendevano che questi consegnasse loro tutto il denaro che aveva in tasca quale prezzo per lo “spettacolo” a cui aveva involontariamente assistito.

Dallo stupore di poco prima, in un attimo, il giovane è passato alla paura, svuotando, per l’ansia, le proprie tasche e consegnando ai due “attori improvvisati” tutti i soldi che aveva al seguito, ossia 40 euro. La coppia, però, non paga del misero bottino racimolato, per rendere maggiormente plausibile la richiesta di altro denaro, intimidiva e minacciava il giovane pescatore, avvertendolo che se non avesse pagato loro altri soldi, sarebbero risaliti tramite la targa della macchina alla sua abitazione, lasciandogli intendere, nemmeno tanto velatamente, che avrebbero rivelato ai suoi congiunti l’imbarazzante vicenda.

I due malfattori obbligavano pertanto il veneziano a recarsi con loro al più vicino bancomat per effettuare un prelievo asserendo che la vicenda non poteva certo finire in quel modo. Sfortunatamente però il conto corrente del giovane era vuoto e i due cinquantenni non riuscivano ad sottrargli nemmeno un altro euro.

Non paga del tentativo fallito, la coppia intimava quindi alla propria vittima di recarsi al distributore di carburanti più vicino e di pagargli un rifornimento di carburante con la carta ricaricabile notata poco prima nel portafogli; tuttavia, anche in tale occasione, i due rimanevano a bocca asciutta perché anche la tessera carburanti elettronica risultava essere senza fondi.

La coppia, sempre più nervosa, tentava allora un’ultima carta: programmare un incontro presso la chiesa di Dolo (VE) per la stessa serata in occasione del quale il malcapitato avrebbe dovuto consegnare loro una busta con € 250 per chiudere la vicenda definitivamente. Concordato l’appuntamento la coppia decideva di andar via, mentre il ragazzo trovava il coraggio di denunciare quanto successo ai Carabinieri della Tenenza di Mira.

I militari, raccolta la denuncia ed eseguiti alcuni accertamenti, predisponevano un servizio di osservazione per assistere alla consegna del denaro ed acquisire ogni utile elemento sulla vicenda. Nel corso della stessa serata, la coppia si presentava all’appuntamento convenuto e ritirava dal giovane di Mira la busta contenente però solo fogli di carta.

I due cinquantenni a questo punto sgommavano fiutando la trappola dei militari dell’Arma, e fuggivano tentando di investire con la propria Crysler PT Cruiser di colore grigio gli stessi carabinieri in borghese, dopo aver rischiato di provocare un incidente stradale passando col rosso.

Da quell’episodio le attività investigative dei Carabinieri sotto la direzione della Procura della Repubblica di Venezia sono continuate per le settimane successive con l’acquisizione di ulteriori importanti riscontri, consentendo al Pubblico Ministero titolare dell’indagine di richiedere in tempi rapidissimi al Gip del Tribunale lagunare la misura cautelare eseguita oggi con l’arresto della coppia.

Le indagini sono comunque tutt’altro che concluse, non si esclude infatti che la coppia possa aver commesso ulteriori analoghe condotte criminose nelle province limitrofe per i quali le vittime, per varie ragioni, non abbiano trovato il coraggio di sporgere denuncia. Al riguardo ci fosse rimasto vittima fatti analoghi potrà rivolgersi alla Stazione Carabinieri più vicina per sporgere una denuncia.

I Carabinieri confermano che, come sempre, la collaborazione dei cittadini è fondamentale per contrastare l’operato di criminali e assicurarli alla Giustizia.

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