Tornati in campo, qualcuno ancora col pandoro sullo stomaco

La novità è l'Inter. Pioli ha ridato serenità ad un ambiente allo sbando, pieno di enigmi e dubbi

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Si torna in campo, qualcuno ancora col pandoro sullo stomaco

Si torna in campo, qualcuno ancora col pandoro sullo stomaco

Feste finite e vacanze ormai lontane, si torna in campo e tutte faticano. Tranne la solita Juventus.

È ricominciato il campionato con la stessa routine di sempre, una che fa campionato a sé e le altre che lottano per il secondo posto. La novità che vale la pena sottolineare però, è la “nuova” Inter di Pioli.

L’arrivo dell’ex mister laziale ha ridato serenità a un ambiente allo sbando, che pareva irrecuperabile, pieno di enigmi e dubbi. Su tutti il mistero Gabigol. Chi sia e come sia questo giocatore, oramai è una leggenda che sfiora il mito. Più di trenta milioni di euro per un giocatore non “pronto” alla serie A, sono un errore macroscopico e assurdo per chi vuol far tornare grande i Neroazzurri.

Ciò che fino ad ora risalta di queste nuove dirigenze cinesi, è la propensione al parlare e promettere. Al conto dei fatti si registra ancora gran poco.

Manca una programmazione che si spera, con Stefano Pioli cominci a la Pinetina. Per quanto riguarda Milanello, lì oramai non si capisce più nulla, il povero Galliani sarà costretto ancor una volta a un calciomercato fatto di svincolati e prestiti.

Chi vivrà vedrà forse un giorno la cessione del Milan agli asiatici ma per ora si è capito solamente di due caparre da cento milioni e nessun investimento sulla squadra. Vincenzo Montella si è scoperto illusionista e con numeri di magia, sta conducendo la squadra in posizioni di classifica insperate a inizio anno.

Come detto, tutte hanno cominciato con il freno a mano tirato, seppur ottenendo il massimo della posta.

Ha cominciato il Napoli vincendo di misura e all’ultimo respiro con la Sampdoria, ha proseguito la Roma che ha avuto la meglio sul Genoa solo grazie a un autogoal. Le due milanesi hanno vinto su Udinese e Cagliari con un goal di scarto.

La sorpresa della giornata è stato l’uragano Atalanta che si è abbattuto sul Chievo. Quattro goals, di cui tre nel primo tempo e squadra a ridosso delle grandi; ora tutti vogliono i giovani italiani della banda Gasperini. Domanda: perché non tutte le squadre si costruiscono i giocatori in casa? E Soprattutto, sono giuste le cifre che circolano per Caldara, Gagliardin, Kessié e gli altri? Non si rischia di fare il solito tragico errore, cioè esaltare eccessivamente chi ha fatto solo mezza buona stagione e non ha ancora dimostrato veramente nulla?

Ben venga questa passione per i giocatori giovani e italiani ma attenzione ai facili entusiasmi, rimanere scottati è facile. Il calcio è pieno di promesse non mantenute e perse nei meandri delle serie minori.

Il calciomercato è cominciato, definito giustamente di “riparazione” perché difficilmente potrà davvero cambiare le cose.

La classifica non subirà scossoni dopo gli acquisti e le cessioni di Gennaio, una pratica che anche molti addetti ai lavori aborrono. La programmazione per vincere e raggiungere i propri obiettivi si fa in estate, anche se alcune mosse incuriosiscono.

A proposito di promesse non mantenute, sarà interessante vedere cosa combinerà Manuel Iturbe sotto la guida di Mihajlovic. Dopo la straripante stagione di Verona, si è perso nei meandri di Roma, arrivato probabilmente troppo presto nella “grande” squadra. Torino è la piazza perfetta per il rilancio, certo dovrà guadagnarsi il posto in uno dei tridenti più belli del nostro campionato.


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