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"Segregata in casa sua, prigioniera di 29 scalini", l'Ater: mai ricevuta richiesta di trasferimento

Un quotidiano locale ha pubblicato oggi una notizia dal titolo “Segregata in casa sua, prigioniera di 29 scalini” riferito ad una signora impossibilitata ad uscire per quello che, con il tempo, è diventato l’ostacolo insormontabile dei gradini.

L’Ater precisa ora che non esiste una domanda di mobilità presentata. La Signora, inoltre, non è nemmeno esclusa dalla graduatoria del bando comunale speciale per gli alloggi in Campo dei Sassi, ma risulta 28esima in graduatoria.

Gli alloggi destinati ad inquilini con disabilità, in campo dei Sassi, sono 6, mentre altri 26 sono destinati ad utenti anziani. Sulla base dei requisiti richiesti dal bando e della documentazione presentata, gli utenti con fragilità socioeconomiche che presentano le situazioni più delicate e precarie, sia di salute che economiche, hanno avuto la priorità nella graduatoria.

A differenza di quanto dichiarato dalla signora e pubblicato dal quotidiano, tra i requisiti necessari per poter accedere al bando speciale l’inquilino non doveva essere sottoposto a sfratto per morosità, come viene citato nel modulo della domanda: “non essere sottoposti a provvedimenti esecutivi di rilascio dell’alloggio per inadempienze dovute al mancato pagamento dei canoni di locazione e/o accessorie”.

E’ precisato inoltre che, da settembre 2018, cioè da quando l’Ater di Venezia è diventata operativa anche sul fronte delle mobilità (prima spettava all’amministrazione comunale), quindi con la possibilità di trasferire gli inquilini per particolari esigenze in alloggi diversi da quelli precedentemente assegnati (in base a quanto previsto dalla nuova legge regionale n.39 del 2017), nessuna richiesta di mobilità è pervenuta all’Azienda da parte della Signora che abita in via Catene a Marghera.

Spiace apprendere dai giornali di tale situazione, l’Ater di Venezia sta lavorando silenziosamente da mesi, proprio su questo fronte, per risolvere controversie simili: inquilini assegnatari con problemi di mobilità e/o anziani ultrasettantenni che chiedono un cambio alloggio per avvicinarsi alla famiglia o ai luoghi di cura. Molti di questi inquilini sono già stati trasferiti in altre abitazioni, con soddisfazione e ringraziamenti da parte degli stessi.

Non va però dimenticato che l’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale veneziana ha risorse, economiche e umane, limitate, e gli assegnatari degli alloggi nella città Metropolitana sono oltre 9mila, senza contare gli ospiti, quindi le famiglie che vivono con gli assegnatari. In tutto, circa 20mila inquilini Ater.

Inoltre, la maggior parte del patrimonio immobiliare è di vecchia costruzione, e prima di spostare un inquilino con difficoltà motorie in un diverso alloggio si rendono necessari lavori di ristrutturazione, soprattutto di adeguamento per quanto riguarda, ad esempio, i bagni per utenti con disabilità.

L’Ater di Venezia, solo in questo momento, sta gestendo 103 domande di mobilità da parte degli inquilini: 72 nel Comune di Venezia e 31 nel resto della Città Metropolitana. La quasi totalità di queste richieste proviene da inquilini con situazioni di fragilità, chi per età avanzata o per problemi di salute. Domande che naturalmente vengono considerate prioritarie e urgenti rispetto ad altre.

Sul delicato fronte delle mobilità per gli inquilini con difficoltà motorie c’è il massimo impegno da parte dell’Azienda e in particolare del Servizio utenza che segue le richieste. E’ però condizione necessaria che l’assegnatario presenti la domanda di trasferimento in un alloggio diverso all’Ater, che in questo caso non c’è stata.

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