Scoppiato cassone del Mose, ripararlo costerà 10 milioni o più

ultimo aggiornamento: 03/09/2015 ore 08:41

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Prima seria “avaria” al sistema Mose. Un incidente è avvenuto ad uno dei cassoni, in realtà un po’ di tempo fa, ma della notizia non era trapelato nulla finora.
Un cassone della bocca di porto di Chioggia, il numero 8, l’ultimo installato, sarebbe letteralmente scoppiato, verosimilmente per un errore della quantità o della qualità di calcestruzzo versato che doveva servire ad ancorare il cassone al fondo marino. Il materiale su cui di norma appoggiano i cassoni dei Mose, in questo caso, avrebbe esercitato una pressione talmente forte verso l’esterno, forse a causa di una valvola malfunzionante o rotta accidentalmente, per cui è “esploso”.
I cassoni del Mose rappresentano basi in cemento subacquee da 16 mila tonnellate e di certo non sarà uno scherzo porre riparo all’incidente. Intanto si apprende che è stato necessario approntare una camera iperbarica per permettere agli operai di lavorare sotto acqua.
Porre rimedio all’incidente, a quanto pare, porterà un costo di 10 milioni, che si vanno idealmente a sommare a quello totale dell’opera, proprio mentre in superficie si continua a discutere del Mose per le note vicende legate al flusso di denaro circolato a fini illeciti.

Monica Manin


31/08/2015

Riproduzione vietata

– – – aggiornamento ore 14.00: precisazione del Consorzio Venezia Nuova – – –


riceviamo e pubblichiamo.

Consorzio Venezia Nuova

COMUNICATO STAMPA

SUL CASSONE CBA-02 DELLA BARRIERA DI CHIOGGIA

In relazione alle notizie stampa pubblicate oggi, l’amministrazione straordinaria del Consorzio Venezia Nuova precisa quanto segue: in fase di posa del cassone di soglia denominato CBA-02, alla barriera di Chioggia, avvenuta a ottobre 2014, si è verificato un danno consistente nel sollevamento del massetto fibrorinforzato esterno (soletta S4) e una parziale fuoriuscita del calcestruzzo di riempimento nelle celle 18a e 18b.

Appena insediata, nel dicembre 2014, l’amministrazione straordinaria è intervenuta sulle aziende costituenti l’ATI Clodia Scarl, responsabili del lavoro, per la valutazione dei danni e l’avvio della soluzione per il ripristino in corso d’opera.

I tecnici hanno valutato quale migliore intervento l’utilizzo di una “campana metallica”, di 22 metri per 13 metri, in grado di mantenere un habitat subacqueo a pressione atmosferica, e stimato quale tempo massimo per la fine dell’intervento, iniziato nel giugno 2015, il prossimo ottobre.

L’accaduto, avvenuto in fase di costruzione, non comporterà nessun ritardo sul cronoprogramma complessivo per la realizzazione delle dighe mobili del Mose e il costo dell’intervento è in ogni caso a carico delle imprese costruttrici.

Si allegano alcune immagini.

Per approfondimenti e dettagli costruttivi sui cassoni: https://www.mosevenezia.eu/cassoni/

GRAZIE PER L’ATTENZIONE

Venezia, 31 agosto 2015

Ufficio Stampa Consorzio Venezia Nuova

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3 persone hanno commentato questa notizia

  1. Il mose è nato e male e non funzionerà mai
    Il problema delle maree era facilmente risolvibile realizzando dei bacini di reflusso che si svuotano con la bassa e si riempiono con l’alta marea e senza bisogno di congegni complicati

  2. Questo sistema, costato 4 miliardi per l’opera e 1 in tangenti, si fonda sul calcestruzzo? Io pensavo ci fosse la migliore tecnologia presente al mondo ed invece è un sistema di dighe in cemento sommerso. Nessuno si è chiesto quanto durerà e quanto costerà la sua manutenzione? Probabilmente lo hanno fatto e sapendo la risposta hanno già cominciato a sfregarsi le mani.

  3. Se la cosa dovesse accadere durante l’esercizio, quali conseguenze si potrebbero verificare, qualcuno durante la progettazione metteva sul piatto un eventuale problema di questo tipo, riusciamo a valutare le possibili conseguenze, senza dimenticare la forza che viene esercitata nella struttura dalla marea, con un dislivello che va dai 30 cm al metro, dove potrebbe arrivare l’onda di uno tsunami verso prima la città di Venezia e poi alla terraferma Venezia fino a Padova? Vediamo ogni giorno con il cambio del clima cosa accade quando un fiume di un fronte non molto largo rispetto al mare che spinge nelle paratie mobili. Grazie

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