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Sciopero nella scuola, i sindacati: dimissioni ministro Giannini

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Sciopero nella scuola, i sindacati: dimissioni ministro Giannini

Nuovo sciopero nella scuola ieri dopo quello indetto la scorsa settimana dai Cobas. Stavolta a
organizzare la protesta sono stati Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals con cortei e iniziative in tutta Italia, anche davanti al ministero dell’Istruzione.

I sindacati chiedono innanzitutto di rinnovare il contratto di lavoro, fermo da anni.

Allo sciopero ha aderito il 9,04% del personale in servizio, secondo quanto ha rilevato il Dipartimento della Funzione Pubblica. Il dato ha fatto rilevare a Francesca Puglisi, responsabile Scuola del Pd che “rispettiamo questi insegnanti e amministrativi, ma non possiamo non constatare che finalmente le incomprensioni con il mondo della scuola si stanno risolvendo”.

D’altra parte, chi è sceso in piazza non ha risparmiato critiche pesanti. “Chiediamo le dimissioni del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini e se non ci saranno risposte siamo pronti a proclamare lo sciopero generale”, ha detto il segretario nazionale di Flc Cgil, Luigi Rossi, alla fine della manifestazione organizzata a Cagliari per il rinnovo del contratto della scuola.

“Un anno dopo lo sciopero di maggio 2015, ancora protestiamo contro la legge sulla buona scuola che non dà risposte – ha tuonato il leader sindacale – nella legge 107, infatti, non esiste alcun riferimento al personale tecnico amministrativo, né all’obbligo scolastico e tanto meno al sistema dell’apprendimento permanente”.

“Abbiamo assunto centomila insegnanti, stiamo facendo il concorso per altri 63 mila, stiamo provvedendo anche alla questione del personale Ata, abbiamo messo 4 miliardi di risorse fresche, più i soldi per l’edilizia”, gli ha risposto il ministro Stefani Giannini da Firenze. “Francamente credo che anche di questo la Cgil debba prendere atto”, ha aggiunto.

“Grazie alle lavoratrici e ai lavoratori, tantissimi, che hanno partecipato oggi allo sciopero e alle manifestazioni svoltesi in tutte le più importanti città d’Italia. Un segnale importante di presenza e vitalità di una categoria che crede nel suo lavoro e crede nella scuola. Persone che riaffermano, tra mille difficoltà, la determinazione a non rassegnarsi, a non subire le scelte di chi vorrebbe ridimensionarne il protagonismo professionale”, ha sottolineato Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola.

“Il Governo non può fare le orecchie da mercante. Ha il dovere di aprire nei prossimi giorni il confronto con i sindacati”, ha aggiunto la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan.

“Ci preoccupa la direzione che sta prendendo la nostra scuola all’indietro nella storia, ci preoccupano le ‘scuole di tendenza’, ci preoccupa la trasformazione genetica che sta avendo la scuola ad opera delle legge 107”, le ha fatto eco Pino Turi della Uil scuola.

Il sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, Gabriele Toccafondi, ha fatto notare come nel 2015 siano stati 60 gli scioperi nel settore scuola, +300% rispetto al 2014, e nel 2016 prosegue la linea.
“Un dato sproporzionato rispetto ad un Governo che investe sulla scuola 3 miliardi proprio da quest’anno”, ha detto Toccafondi.

E intanto l’Unione Sindacale di Base ha proclamato per il prossimo 25 maggio lo sciopero nazionale di 24 ore dei lavoratori addetti alle pulizie e al decoro nelle scuole.

Redazione | 21/05/2016 | (Photo Pestugia) | [cod emmape]

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