Scandalo Mose, le indagini si allargano alle imprese collegate

ultimo aggiornamento: 24/06/2015 ore 04:23

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Sono sette le imprese nel mirino dei controlli della Guardia di Finanza di Venezia, che nei giorni scorsi ha iniziato l’acquisizione degli atti riguardo al decreto legislativo 2001 sulla responsabilità amministrativa delle aziende, la cosiddetta “231”.
Condotte, Grandi Lavori Fincosit, Mantovani, Adria Infrastrutture e le coop chiogiotte San Martino e Coedmar, nonché il Consorzio Venezia Nuova, sarebbero ora al centro delle indagini.
Secondo il decreto legislativo infatti, se l’impresa non dimostra di aver fatto di tutto per scoprire gli amministratori disonesti, diventa anch’essa responsabile dei reati e dunque punibile.
Il Nucleo di polizia giudiziaria di Venezia, su input dei pm Stefano Ancilotto e Stefano Buccini, ha infatti acquisito tutta la documentazione sulla gestione delle sette imprese.
La legge prevede che l’azienda possa finire a processo e in caso di condanna possa ricevere sia una sanzione pecuniaria (fino a 1 milione di euro, in questo caso da moltiplicare per 7), che sanzioni interdittive, con sospensione dell’attività o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito, il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli già concessi.
Per gli appalti e per le stesse imprese, qualora colpevoli, ciò rappresenterebbe la fine.

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