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Scandalo auto: dopo Wolkswagen, Renault? Il governo nega

Wolkswagen sembrava uno scandalo irraggiungibile, arrivano invece oggi sospetti su Renault. Il sospetto su emissioni truccate travolge la casa francese, che vive una giornata difficile in borsa. Tanto che, dopo il crollo del titolo, il governo interviene per spiegare che non ci sono frodi con software manomessi, ma solo sforamenti di limiti.

Nei primi test condotti sui veicoli del marchio francese e di “diversi” altri costruttori esteri è stato osservato “uno sforamento delle norme” sul Co2 e l’ossido di azoto ma “nessuna frode”, ha puntualizzato in conferenza stampa a Parigi il ministro francese responsabile per Ambiente e Trasporti, Ségolène Royal, assicurando che il software truccato “non esiste”. “Gli azionisti e i dipendenti possono stare tranquilli”, ha insistito la ministra socialista.

In mattinata, un volantino della CGT, il principale sindacato francese, annunciava che gli inquirenti della Dgccrf (Direction générale de la concurrence, de la consommation et de la répression des fraudes) erano intervenuti giovedì scorso in diversi impianti Renault ed hanno sequestrato “i Pc di numerosi dirigenti”. I settori oggetto dell’indagine – continuava il sindacato – riguardano la divisione ‘omologazione e messa a punto dei controlli sui motori’ e “lasciano fortemente pensare” che “queste perquisizioni siano legate alle conseguenze dell’affare dei motori truccati di Volkswagen”.
Gli stabilimenti perquisiti sono quelli del centro ingegneristico di Lardy a sud di Parigi, il tecnocentro di Guyancourt e quelli di Plessis-Robinson e Boulogne-Billancourt.

Mario Nascimbeni
15/01/2016

Riproduzione Riservata.

 

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