Sbarchi e profughi, prefetti invitati a occupare e requisire. Potrebbero servire le tende

ultimo aggiornamento: 14/04/2015 ore 06:15

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Sbarchi e profughi, prefetti invitati a occupare e requisire

La situazione degli arrivi dei migranti con gli sbarghi dei profughi è diventata incandescente.
I servizi parlano di centinaia di imbarcazioni che stanno per salpare con meta le nostre coste del Sud: migliaia di nuove persone in arrivo in Italia, oltre a tutte quelle già gestite finora con numeri da “emergenza”.

120 sbarchi dall’inizio dell’anno 2015 rappresenta infatti un nuovo “primato”: fino a ieri mattina hanno portato nel nostro Paese 18.260 persone.
Ma i numeri in questo caso sono un tabellino che si aggiorna in tempo reale: altre sedici richieste di aiuto sono giunte nelle ultime ore e con gli arrivi di questa notte appena passata, gli stranieri potrebbero superare quota 20.000, raggiungendo la quota del 2014, anno boom degli arrivi con numeri da emergenza assoluta.


Grandi numeri, anzi grandissimi, che devono necessariamente essere distribuiti soprattutto nel Nord Italia in tempi brevi per evitare il congestionamento delle coste di arrivo.
Come noto, però, la disponibilità all’accoglienza si scontra ultimamente sempre di più con le resistenze degli amministratori locali. Inoltre, va tenuto presente che in certe regioni il 31 maggio si andrà a votare per eleggere i nuovi governatori e nessun presidente ha voglia di farsi mettere in cattiva luce con i suoi elettori che non sono più in grado di accettare nuovi insediamenti di migranti.

E’ di ieri così la circolare inviata ai prefetti da parte del Viminale: trovare subito 6.500 posti anche con «provvedimenti di occupazione d’urgenza e requisizione». L’urgenza è realmente percepita e trasmessa, perchè i numeri continuano a salire e i luoghi destinati all’accoglienza finora sono pieni.

La Lombardia ha già fatto sapere che ci sono problemi dovuti all’organizzazione dell’Expo e dal Veneto cominciano ad arrivare i primi pareri contrari.
Per questo nella circolare viene detto che «è indispensabile trovare soluzioni per una civile accoglienza ai gruppi di migranti e richiedenti asilo». Già individuate alcune caserme dismesse e qualora venisse confermato che dalle coste libiche ci sono centinaia di migliaia di persone in attesa di partire non è escluso che si debba far ricorso a tende.


Mario Nascimbeni

14/08/2015

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