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La non appartenenza ovvero l’esistenza ai margini di ciò che viene identificato come norma costituita. Questo il tema di “Santi, balordi e poveri cristi”, lo spettacolo di e con Giulia Angeloni e Flavia Ripa in programma martedì’ prossimo, 1 marzo 2016, ore 21.00, al Teatro a l’Avogaria di Venezia ( Dorsoduro 1607, Corte Zappa). Una piece già vincitore del Troia Teatro Festival nel 2014 e della menzione speciale al Premio Scintille Asti Teatro 2014 che si inserisce nel ciclo de i “Martedí dell’Avogaria”, rassegna che presenta in laguna, fino al 22 marzo 2016, alcuni fra gli spettacoli più interessanti nel panorama drammaturgico nazionale.

Le protagoniste di “Santi, balordi e poveri cristi”, sono due donne, due cantastorie fuggite da un circo nella speranza di liberarsi dei fenomeni da baraccone con i quali si trovavano costrette a convivere. Tutti i personaggi che incontreranno per via si riveleranno però ancora più bizzarri dei colleghi circensi e sarà proprio attraverso le storie di questi strampalati che le due narratrici tenteranno di cantare quello che della realtà hanno imparato. Uno spettacolo di affabulazione e musica, ispirato a motivi tratti dalla tradizione popolare, per lo più italiana, che si articola in un susseguirsi di racconti, fiabe, cantate popolari, in una cornice che strizza l’occhio alla tradizione del teatro dei giullari e dei cantastorie.

Al centro della narrazione gli scarti di una società che li rifiuta o a cui per qualche ragione non riescono ad adattarsi. Una corte dei miracoli fatta di santi, balordi, freaks, emarginati. Bambini nati sbagliati, rifiutati, poveri cristi per cui non c’è un posto al mondo al di fuori di un circo o di una corte di balordi. Per i quali forse non c’è alcuna altra via se non quella dell’essere outsider. Tema universale che ancora parla molto di noi, dei nostri ghetti sociali ed interiori, dei nostri tabù, di quel desiderio di appartenenza che è bisogno insito nell’uomo e di quanto alto possa essere il costo per chi sceglie o è costretto a rinunciarci. Come il bambino nato con due teste da un padre che lo voleva il più intelligente del mondo, o la detenuta che s’innamora di uno che sente cantare per strada dalla sua cella del Regina Coeli, le tre vecchie del Quadraro che sognano uno sceicco come quelli del cinema o Ninetto che ha pregato S. Giuseppe tutta la vita e spera di essere il primo della sua famiglia a guadagnarsi il Paradiso. O ancora Gesù Cristo e San Pietro in giro per il mondo in incognito, protagonisti di una serie di avventure comiche e picaresche. Uno spettacolo che rievoca i racconti della tradizione orale, dalle Fiabe Italiane di Italo Calvino a quelle raccolte da Giuseppe Pitré, passando per rielaborazioni di carattere più letterario come le novelle di Emma Perodi o lu Cunto de li Cunti di Gian Battista Basile.

L’Associazione Teatro a l’Avogaria, nasce nel 1969 dalla passione e dalla tenacia di Giovanni Poli, già fondatore del Teatro Universitario Cà Foscari di Venezia, e dagli esordi si pone come laboratorio di ricerca che coniuga un metodo d’improvvisazione teatrale tra la Commedia dell’Arte e le Teorie dell’Avanguardia. In più di quarant’anni di attività ha prodotto oltre sessanta spettacoli tra cui la “Commedia degli Zanni” rappresentata con successo sui più importanti palcoscenici internazionali. Riconosciuta come uno dei centri di formazione professionale di riferimento nel Triveneto, ogni anno organizza corsi, dedicati ad appassionati e professionisti, su discipline quali recitazione, Commedia dell’Arte, dizione, storia del teatro, canto, tecnica dell’interpretazione.

Gli spettacoli della Rassegna “I Martedì all’Avogaria”, ore 21.00, su prenotazione telefonica ai numeri 0410991967-335372889

28/02/2016

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