Santa Maria Maggiore ad alta tensione. Aggressioni con sputi e urina addosso agli agenti

ultimo aggiornamento: 23/08/2016 ore 21:20

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Santa Maria Maggiore ad alta tensione. Aggressioni con sputi e urina addosso agli operatori

Nei giorni scorsi, più precisamente ieri e l’altro ieri, si sono verificati ancora eventi critici ed episodi di aggressioni all’interno della Casa Circondariale di Venezia Santa Maria Maggiore.
A darne la notizia è Umberto Carrano, Segretario Generale UIL PA Polizia Penitenziaria di Venezia che così commenta: nel giro di pochi giorni un doppio episodio di aggressione che ha visto subire le ennesime angherie perpetrate da parte di alcuni detenuti nei confronti degli agenti di polizia penitenziaria.

Nel caso di ieri, addirittura, dopo l’ennesima tentativo di rissa tra detenuti, prontamente evitato grazie alla professionalità del personale in servizio, per una specie di “vendetta” per aver evitato tutto ciò è stato buttata addosso al personale di polizia penitenziaria urina da parte di alcuni detenuti, mentre invece per gli episodi relativi all’altro ieri, risse ai passeggi o nei vari camminamenti che portano agli stessi, il personale si è dovuto subire gli sputi sempre da parte di detenuti.


Prosegue Carrano: “Stiamo attraversando indubbiamente un periodo di forti tensioni all’interno dell’istituto. La situazione ormai è divenuta ingestibile….non possiamo accettare quanto sta accadendo, infatti il personale di polizia penitenziaria oltre a fare fronte alle mille difficoltà gestionali dovute all’ormai cronica carenza di personale che ha visto effettuare turni di servizio anche fino a 12 ore consecutive con conseguenti revoche dei riposi settimanali, debba essere anche esposto alle continue violenze da parte di detenuti”.

“Sicuramente qualcosa nell’osservazione e gestione dei detenuti non sta funzionando….abbiamo più volte sollecitato l’Amministrazione sui vari livelli ad un immediato intervento al fine di trovare soluzioni idonee a ripristinare un clima di serenità lavorativa e sicurezza. Purtroppo, ad oggi, il nostro grido di allarme è rimasto inascoltato ed ecco le conseguenze”.

“Ci si augura – prosegue il sindacalista – che qualcuno si svegli!”. Chiudendo con un augurio e la massima solidarietà e vicinanza per i colleghi aggrediti.


23/08/2016

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