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I detenuti nelle carceri festeggiano gli attacchi terroristici, brindisi e urla

Era già stata arrestata all’inizio del mese per il reato di violenza e resistenza a PU, J. J. Iris, 30enne senza fissa dimora di origini dominicane, dopo che i militari erano intervenuti a seguito di una richiesta di un privato cittadino, il quale, nei pressi di un’abitazione del centro, aveva segnalato la presenza in strada di mobili rotti e aveva udito delle urla provenienti da un appartamento.
Quella che era una lite col suo ex convivente si era trasformata in una vera e propria aggressione nei confronti dei Carabinieri intervenuti, tant’è, che uno di essi, era rimasto anche lievemente ferito.

La donna era già nota perché in passato aveva manifestato atteggiamenti violenti simili sia nei confronti del fidanzato che dei militari che di volta in volta erano stati costretti ad intervenire.

Questa era stata successivamente condannata alla reclusione di mesi 6 con la sospensione condizionale della pena, le era stato inoltre imposto il divieto di dimora nel comune di San Donà di Piave.

Aveva trovato ospitalità per qualche giorno a casa di una persona anziana nel comune di Musile di Piave, ma dopo un periodo di relativa tranquillità, si era impossessata dell’autovettura Range Rover di quest’ultimo, denaro contante ed alcuni monili d’oro e si era quindi data alla fuga. L’auto era stata trovata poco dopo, mentre la donna solo due giorni seguenti e quindi denunciata a piede libero per il furto.

A seguito di quest’ultimo episodio, i militari della Compagnia di San Donà, hanno evidenziato il comportamento prevaricatore e violento della donna nella richiesta al Tribunale per la sostituzione del divieto di dimora con la custodia cautelare in carcere, Tribunale che ha pienamente condiviso la richiesta dei militari disponendo l’applicazione della misura più grave. Nel corso della nottata la donna è stata quindi rintracciata in uno stabile abbandonato del comune di Ceggia e condotta in carcere.

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