Roma di Cuaron vince la 75. Mostra di Venezia. I commenti di Del Toro e Willem Dafoe
75. Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, poco dopo le 19 di sabato ecco le risposte alla domanda che tutti facevano: “Chi ha vinto?”.

La Giuria di VENEZIA 75, presieduta da Guillermo Del Toro e composta da Sylvia Chang, Trine Dyrholm, Nicole Garcia, Paolo Genovese, Malgorzata Szumowska, Taika Waititi, Cristoph Waltz e Naomi Watts dopo aver visionato i 21 film in competizione ha deciso di assegnare i seguenti premi:
– LEONE D’ORO per il miglior film a:
ROMA di Alfonso Cuarón (Messico)
– GRAN PREMIO DELLA GIURIA a:
THE FAVOURITE di Yorgos Lanthimos (Regno Unito, Irlanda, USA)
– LEONE D’ARGENTO per la migliore regia a:
Jacques Audiard per il film THE SISTERS BROTHERS (Francia, Belgio, Romania, Spagna)
– COPPA VOLPI per la migliore attrice a:
Olivia Colman nel film THE FAVOURITE di Yorgos Lanthimos (Regno Unito, Irlanda, USA)
– COPPA VOLPI per il miglior attore a:
Willem Dafoe nel film AT ETERNITY’S GATE di Julian Schnabel
(USA, Francia)
– PREMIO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a:
Joel & Ethan Coen per il film THE BALLAD OF BUSTER SCRUGGS di Joel & Ethan Coen (USA)
– PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA a:
THE NIGHTINGALE di Jennifer Kent (Australia)

“L’invisibilità” di Cuaron conquista quindi il verdetto unanime dei giurati. Mentre lo ‘spaesamento’ dell’aborigeno in The Nightingale e la scoperta della pittura di Willem Dafoe sono momenti chiave degli incontri con giuria e vincitori.

“I cineasti non danno la voce a nessuno, ma raccontano storie. Nel caso della protagonista del mio film è cresciuta nella mia famiglia, ma io non l’ho mai considerata una donna, era per me invisibile per la sua classe sociale, quella invisibilità che fa parte purtroppo di gran parte del mondo” spiega Alfonso Cuaron, Leone d’oro 2018.

Del cinema italiano il regista messicano parla solo bene: “Credo – dice – non ci sia un cineasta di ogni parte del mondo che non sia stato influenzato dal vostro cinema”. Il presidente di Venezia 75, Guillermo Del Toro, liquida con i numeri il sospetto che l’amicizia con il vincitore del Leone d’oro abbia pesato sul verdetto: “La decisione è stata all’unanimità per tutta la giuria, nove voti a zero”.

Sulla fine del cinema e dei festival con l’ingresso di Netflix replica: “Questa è un’iperbole ma non è la realtà. Non è la fine di niente, ma la prosecuzione di un processo iniziato un centinaio di anni fa”. Sui due premi a The Nightingale spiega: “Ogni film è stato valutato solo per quello che c’era sullo schermo e siamo stati estremamente severi. La verità è che The Nightingale è straordinario, ci ha emozionato e scioccato”. E l’Italia? Del Toro dice solo: “Uno dei tre vostri film è entrato in lizza”. Il giurato italiano Paolo Genovese preferisce non rivelare quale sia il film.

Willem Dafoe, Coppa Volpi per At Eternity’s Gate, sottolinea: “Come ho fatto ad entrare nel corpo di Van Gogh? Semplicemente imparando a dipingere”. La sua duttilità nei ruoli dipende solo dal fatto “che ho diversi muscoli – spiega – da utilizzare e mi piace mettermi in situazioni nuove”.

Jennifer Kent, regista australiana di The Nightingale con cui ha vinto due premi, dice: “Non sono presuntuosa, non volevo parlare a nome degli aborigeni, ma solo scavare nella storia del mio Paese. La società aborigena poi allora era molto più civilizzata di quella dei bianchi”.

L’aborigeno Baykali Ganambarr, vincitore con il film della regista australiana del Mastroianni per l’attore emergente, dice con timidezza: “Ero nervosissimo durante l’audizione, il fatto è che vengo da una comunità piccola e non sono mai stato a scuola di recitazione, non potevo perdere quell’occasione e ora sono qui a Venezia con un premio in mano. Insomma, un sogno”.


ultime notizie venezia

Lascia un commento alla notizia che hai appena letto (nessuna registrazione necessaria)

Please enter your comment!
Please enter your name here