Roaming finito, telefonate all’estero costeranno come telefonate in Italia

ultimo aggiornamento: 07/07/2015 ore 18:36

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roaming finito telefonate all'estero senza sovra tassa

Roaming finito, un incubo che si dissolve per quanti hanno parenti, lavoro o amici all’estero a cui telefonare.
Telefonate all’estero? Avranno la stessa tariffazione delle telefonate in Italia.
Non subito però, bisognerà aspettare ancora un paio di estati, ma sotto l’ombrellone all’estero da metà giugno 2017 finalmente non ci si dovrà più preoccupare di staccare chiamate o internet sullo smartphone.
Dopo un anno e mezzo di battaglia e una nottata finale di negoziati, è arrivato l’atteso accordo Ue che abolisce i sovra costi del roaming, lasciando i cittadini europei liberi di chiamare, inviare sms e collegarsi al web in tutti i paesi Ue allo stesso prezzo che a casa, senza più paura di ricevere bollette stratosferiche.
Tutelata anche la net-neutrality e i servizi internet specializzati.

Roaming addio e i primi vantaggi tangibili ci saranno già a partire da fine aprile 2016, quando entreranno in vigore sovra costi massimi di 2 centesimi (Iva esclusa) per sms, e 5 per chiamate e dati, contro le tariffe attuali che hanno un tetto massimo rispettivamente a 6, 19 e 20 centesimi.
Per prevenire gli abusi ed evitare lo ‘shopping’ di carte sim in paesi dove le tariffe sono più basse o viceversa risiedere in un paese e continuare a usare la sim del paese di origine, è stata introdotta la clausola dell’ “uso equo”.
Questo non significa, assicurano a Bruxelles, l’introduzione di limiti di traffico per chi viaggia. “E’ un assoluto cambio di mentalità, non c’è differenza se si va in vacanza due settimane o due mesi”, ha assicurato la relatrice e negoziatrice del Pe Pilar Del Castillo. E solo in “circostanze eccezionali”, ha spiegato, in caso di perdite da parte degli operatori per cui non riescono a rientrare dei costi effettivi – previa certificazione dei regolatori nazionali – potranno rivalersi di una clausola di recupero costi.


“Sono stati ascoltati i cittadini europei”, ha dichiarato il vicepresidente della Commissione Ue per il mercato unico digitale Andrus Ansip, a cui hanno fatto eco gli europarlamentari sottolineando la promessa elettorale (quasi) mantenuta (il Pe chiedeva l’abolizione del roaming già a fine 2015), da Patrizia Toia (Pd) a Guy Verhoftadt (Alde). Soddisfazione anche da parte dell’Italia, che durante il semestre di presidenza Ue aveva cercato un’intesa senza trovarla, passando il testimone alla Lettonia che dopo sei mesi di lavoro no-stop è riuscita a portare a casa il risultato. “Quando l’Europa parla a una voce sola è sempre positivo”, anche se “rimangono da definire dettagli tecnici non secondari”, ha dichiarato il sottosegretario alle tlc Antonello Giacomelli. Tra questi, la revisione dei prezzi all’ingrosso del roaming e la definizione precisa dell’uso equo. “Il demonio è nei dettagli”, hanno sottolineato i consumatori del Beuc. Tiepidi gli operatori tlc di Etno, chiedendo di “assicurare gli investimenti”, mentre è “positiva” per quelli di Ecta la nuova “chiarezza”.

01/07/2015

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