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Nel pomeriggio di ieri all’interno della casa circondariale di Padova si è consumato un grave atto di rivolta da parte dei detenuti ubicati nel 4° piano, dove le celle sono aperte e i detenuti liberi di girare all’interno della sezione.

In pratica è successo che per ragioni ignote è scoppiata una lite tra detenuti che ha determinato l’intervento immediato del personale di Polizia Penitenziaria.

L’intervento del personale, invece che calmare gli animi ha determinato una grave reazione dei confronti di essi stessi e a farne le spese sono stati quattro poliziotti che hanno riportato gravi conseguenze, uno di loro ha un braccio rotto e un altro costole incrinate.

Due agenti sono infatti ancora ricoverati in ospedale e gli altri sono stati, invece, dimessi con una prognosi di gg.10.

A quanto pare la situazione è stata riportata alla normalità soltanto stamattina quando il detenuto che si era barricato all’interno della cella è stato convinto ad uscire.

Il detenuto stesso, tuttavia, nel momento in cui era in infermeria per le cure del caso si è scagliato ancora contro il personale di Polizia Penitenziaria provocando lesioni nei confronti di altro personale.

Da tempo noi della UIL diciamo che i nuovi regimi di sorveglianza attuati a favore dei detenuti sono anche condivisibili, ma se non sono accompagnati e integrati da strumenti di lavoro adeguati, da impianti di sorveglianza e da provvedimenti idonei il rischio è appunto quello che accadano episodi del genere.

L’amministrazione ha il dovere di salvaguardare la sicurezza dei propri dipendenti e non solo ! Nei casi come questo ha il dovere di determinare condizioni che consentano di intervenire in sicurezza e non certo a mani libere e senza protezioni.

Leonardo Angiulli
segretario regionale UIL Penitenziari

[23/01/2015]

Riproduzione Riservata.

 

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