Crociere e pandemia, Venezia Verde e Progressista: “La città non può correre questo rischio”

ultimo aggiornamento: 28/07/2020 ore 06:10

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grandi navi crociera venezia

Il ritorno delle crociere a Venezia in giorni in cui la pandemia di coronavirus non è ancora superata? Venezia Verde e Progressista parla di “Grande rischio” e di responsabilità per chi lo consentirà.

“Crociere e pandemia

Ha dell’incredibile la notizia di un imminente ripresa del traffico crocieristico a Venezia, con la presenza in città di grandi navi cariche di migliaia di persone in una fase delicatissima della pandemia. E’ una fase che vede l’insorgere di continui focolai di contagio e che ha portato a limitazioni drastiche anche di eventi tradizionali importanti e, in genere, a giuste cautele nella dinamica quotidiana.

La notizia, tuttavia, avrebbe dell’incredibile se non fossimo già abituati alla scarsa attenzione, oltre che per l’ambiente, per la salute di chi subisce ordinariamente le ricadute di questo traffico.

La città non può correre questo rischio e chi dovesse consentirlo se ne assumerà tutta la responsabilità.

Si aiutino i lavoratori del settore, e si eviti l’azzardo.

Venezia Verde e Progressista”

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2 persone hanno commentato questa notizia

  1. La notizia che ha dell’incredibile è che ci sono 4000 lavoratori del porto senza lavoro da novembre e se non ripartono le crociere andranno a finire sotto a un ponte. Adesso questo virus lo state prendendo come pretesto la verità è che le navi da crociere voi non potete digerirle ma a Venezia fanno vivere moltissime famiglie.
    Non le volete in laguna? Perfetto all’ora invece di manifestare sempre contro le navi fate una bella manifestazione a favore del progetto De Piccoli

  2. Quelli che contestano sono soprattutto persone che vivono di stipendi e trasferimenti statali. Per loro la paga corre sempre e comunque. Bisognerebbe legare l’entità dei loro introiti all’andamento dell’economia reale; va male il turismo e l’economia? Cassa integrazione a 600 euro anche per gli statali. Ci sono insegnanti che non hanno fatto niente da febbraio (accanto a pochi che hanno tentato di fare lezione online). Cambierebbero idea.

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