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ragazze con zaini bullismo scuola
Fervono le prese di posizione, soprattutto degli addetti ai settori turistici e dai Comuni a prevalente economia turistica, per il rinvio dell’apertura delle scuole dal 15 settembre al 1 ottobre. Obiettivo: recuperare i magri bilanci di luglio, altamente compromessi dal maltempo inusuale per quel periodo.
A parte che nessuno, al momento, e’ in grado di dire se dal 15 settembre al 1 ottobre il clima sara’ adatto ad una vacanza estiva (nonostante ufficialmente l’estate finisca il 21 settembre), ma come viene in mente una proposta del genere per quest’anno?

Non e’ a loro noto che i calendari scolastici sono gia’ stati fatti, le persone hanno gia’ deciso come e dove prendere ferie e vacanze e che, in assoluto, tutta l’organizzazione sociale ed economica non sarebbe in grado di farsi carico di questo cambiamento?

Non entro nel merito della giustezza di una simile proposta…. ma forse se ne puo’ parlare per l’anno prossimo, e sempre con l’incognita climatica che potrebbe far pentire di aver scelto un periodo piuttosto che un altro,infatti se fosse stata un estate torrida e piena di sole, magari una tale iniziativa non sarebbe neppure stata presa in considerazione, perché gia’ ricca di presenze e avrebbe dei costi del personale e quindi sarebbe bocciata in primis da chi oggi la propone.
Poi sarebbe opportuno realizzare alcune strutture al coperto e programmi di iniziative per intrattenere i turisti quando invece si verificano giornate uggiose e di pioggia, giusto per non farli annoiare e scappare in anticipo.

Previsioni sbagliate, beh oggi con le webcam siamo sempre connessi e si puo’ osservare il tempo presente nella località. E allora, perche’ se ne parla? Semplicemente per parlarsi addosso, per far finta di avere delle buone idee che possano essere soluzioni per le difficolta’ economiche. Se poi scopriamo che oggi le famiglie sceglie il pagamento rateale non per comprare beni di consumo, ma bensi’ per pagare le tasse, questo dovrebbe essere un monito per chi ci governa ed amministra, non solo il settore turismo ne risente ma tutti i settori economici, se non se “schei che gira” .

Se poi queste idee sono impossibili da realizzare, poco importa a chi le propone.

Bragatto Gianluca
Caorle (Venezia)

19/08/2014

Riproduzione Riservata.

 

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