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Rivoluzione Veritas a Venezia: parte raccolta rifiuti porta a porta a Dorsoduro

L’ auspicata costruzione di una città pulita, ordinata nel suo deporre rifiuti e ubbidiente a regole civilmente condivise, punta ora al sestiere di San Polo e Santa Croce.

Le indicazioni, scritte su un chiaro volantino in italiano e in inglese, invitano, come già avviene per la raccolta delle immondizie a Dorsoduro, quartiere pilota, a contribuire alla raccolta rifiuti porta a porta: rigorosamente tale. I sacchetti non vanno appoggiati a terra, né agganciati a porte o chiodi, una forte raccomandazione spinge a rispettare la metodologia e i suggerimenti per raccolta differenziata.

Il suono del campanello del netturbino dovrà essere, come un “tempo” l’unico mezzo di deposito immondizie, ma per chi non è in casa, i sacchetti possono essere portati nelle barche dalle 6 e 30 alle 8 e 30 nei punti ormeggiati da Veritas sui 10 posti deputati: al mercato di Rialto, a San Silvestro, sulla riva del campiello del Remer, a San Stin, lungo fondamenta Minotto-Hotel Sole, in fondamenta dei Tolentini, in Rio Novo (vicino a rio terà dei Pensieri), Riva de Biasio, San Stae e in fondamenta Riva Olio (calle dei Botteri).

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La data prevista per questa ulteriore iniziativa è il 6 marzo e chi transigerà dalla regole potrà essere multato a partire da 167 euro.

Ad incoraggiare i veneziani, i turisti e visitatori disponibili, dovrebbe essere la buona riuscita dell’esperienza di Dorsoduro, dove la differenziata ha superato il 40% delle adesioni, che non solo ha dimostrato che un comportamento corretto favorisce la città e i suoi cittadini, rilevando che quella zona risulta a tutti più pulita, ma si ottiene un risparmio complessivo che le casse del Comune a sua volta faranno rimbalzare sulle utenze dei residenti.

Altra e di più difficile risulta la gestione dei rifiuti lasciati in ogni angolo della città, senza cura e rispetto, il cui smaltimento, fra spazzamenti, rimozioni di cestini, pulizie mirate, richiede a Veritas un conto di 30 milioni di euro l’anno.

La tassa di soggiorno annuale risponde a circa 22 milioni e il rimanente non può che contare su questo progetto ecologico che sarà realizzato in pieno, solo con la collaborazione attiva di chi a Venezia ci abita, ci lavora, di chi la visita e poi se ne va.

Andreina Corso

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