Ricordo di Giovanna Cecconi. Di Andreina Corso

ultimo aggiornamento: 18/02/2015 ore 20:10

222

Molti anni fa ho conosciuto Giovanna Cecconi.
Ricordo una sala del Comune a Venezia, un tavolo circolare per una commissione consiliare che si occupava degli anziani. E lei, Giovanna, appena eletta presidente dell’IRE che stava per offrirci la sua visione del mondo.

Abbiamo ascoltato con meraviglia una visione limpida delle cose della vita, abbiamo imparato dalle sue parole, dalla passione del suo “ricercare” che era possibile guardare ogni anziano con occhi nuovi.

Non amava sentir dire “gli anziani”, ma ogni persona, convinta com’era che ognuno di noi è un mondo e rimane tale anche nell’età avanzata.
E’ scontato ed è perfino imbarazzante il rituale di voler parlare, commemorare una persona cara a Venezia e ai veneziani che, come ci ha informato la cronaca, non c’è più.


Adesso la tentazione di parlare di lei, è forte come il timore di violare la sua riservatezza, ma preme la volontà di voler restituire almeno una piccolo gesto per una grande riconoscenza che la città le deve. Che tutti noi le dobbiamo.

Una donna vera, Giovanna, così generosa e attenta nell’ascolto, così affettuosa nelle sue considerazioni, una persona di grande spessore culturale e umano che ha lavorato tanto per offrire opportunità dignitose e rispettose di ogni esigenza.

A Venezia mancheranno tanto il suo coraggio, la cura per la progettualità di una città condivisa, accogliente, la sua lungimiranza sull’abitare, sulla trasformazione del concetto di assistenza, una tensione la sua, in grado di offrire nuovi orizzonti che ci hanno suggerito nuove qualità relazionali, rivoluzionarie in un certo senso rispetto le realtà dei decenni passati che caratterizzavano le case di riposo.


Parole come prevenzione, autonomia, diritto ad una abitazione, piccoli appartamenti protetti hanno accompagnato il “fare” di questa Donna instancabile che abbiamo avuto l’onore di avere accanto.
La città non dimenticherà.

Ci mancherà. Venezia ha perso un bene prezioso, però il suo lavoro rimane, il suo pensiero inciderà sul futuro e attende di essere curato e rispettato in continuità con la sua idealità. Le mani che accoglieranno questa importante eredità dovranno tener conto di questo valore immenso, della testimonianza che Giovanna ci ha donato.

Andreina Corso

[17/02/2015]

Riproduzione vietata

TEMI PIU' RICERCATI IN QUESTE ORE:

➔ Coronavirus: tutti gli aggiornamenti
➔ Mose e Acqua alta a Venezia
➔ Pensioni, le novità
➔ 'Racconti in quarantena': il concorso letterario aperto a tutti
 

⌂ titoli di prima pagina

Please enter your comment!
Please enter your name here