Riapertura delle scuole: mascherine sopra 6 anni e banchi monoposto che devono arrivare

ultimo aggiornamento: 20/08/2020 ore 10:21

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Riapertura delle scuole: un grosso punto interrogativo che si prova a dissipare con norme e dispositivi, ma la ‘confusione’ è dietro l’angolo dato che si parla di un universo di oltre otto milioni di persone.

Il Cts (Comitato Tecnico Scientifico) prevede la mascherina sopra i 6 anni a scuola, mentre si prevede distanziamento e saranno necessari nuovi spazi e nuovo personale.


Intanto arriveranno entro ottobre 2,5 milioni di banchi monoposto, mentre sono a disposizione altri 70 milioni per gli enti locali che dovranno cercare spazi dove fare lezione. Le mascherine andranno indossate da tutti gli studenti, esclusi i bimbi sotto i 6 anni.

Questi i punti principali di tutto quanto si è discusso nei vari incontri che si sono succeduti per la ripartenza della scuola, con l’indicazione che sono “infondati” i timori dei presidi sulla responsabilità.

I primi banchi andranno laddove c’è un margine di rischio maggiore, ha spiegato agli enti locali e ai sindacati il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri, sebbene le richieste maggiori di banchi e sedute (fino a 8 volte di più) siano arrivate da Campania e Sicilia, territori in cui il Covid ha avuto una più bassa incidenza rispetto al nord o all’Emilia Romagna.


Il che ha fatto ritenere che molte richieste siano arrivate per una volontà legittima di rinnovo del mobilio scolastico, più che per reale necessità di distanziamento. Addirittura sono state richieste 173 mila sedute senza banchi.

In Italia è stato mediamente richiesto il 29% di banchi monoposto rispetto al totale della popolazione studentesca e tutte le domande verranno soddisfatte.

Il Comitato tecnico scientifico è tornato invece a quella che era stata la sua prima valutazione: bambini e ragazzi sopra i sei anni dovranno usare la mascherina a scuola, in particolare negli spazi comuni.
Ovviamente la mascherina sarà abbassata durante una interrogazione, a mensa o mentre si farà ginnastica, ma l’indicazione generale è di usarla e di mantenere la distanza di almeno 1 metro.

“Ci saranno delle condizioni particolari – ha spiegato oggi il coordinatore del Cts Agostino Miozzo – come ad esempio l’uso o non uso della mascherina per una ragazzo o una ragazza non udente, per un bambino con delle difficoltà neurologiche o psicologiche”.

Il Comitato ha esaminato anche il documento elaborato dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con l’Inail che stabilisce come andranno affrontati i casi di contagi a scuola, “che sicuramente ci saranno – ha detto Miozzo – abbiamo otto milioni di studenti e due milioni di persone che lavorano, non possiamo immaginare che non avremo un caso, due casi o dieci casi. Questo è quasi una certezza. Ma il caso non vorrà dire chiudere le scuole di un paese, della regione o della provincia, ma bisognerà di volta in volta esaminare il contesto, la specifica situazione e se necessario mettere in quarantena una classe o se necessario mettere in quarantena l’intera scuola. Questo sarà discusso con le strutture sanitarie locali e con il dirigente didattico e di volta in volta verrà studiata la soluzione più opportuna”.

Sono poi 2 milioni i test sierologici consegnati alle Regioni per la somministrazione agli insegnanti e al personale docente delle scuole che vorranno farlo; lo screening partirà dal 24 agosto.

E tuttavia sui test i sindacati sono sul piede di guerra: “il ministero della Salute dice che se ne occuperanno le Asl e i medici di famiglia mentre di fatto le Asl stanno demandando alle scuole l’onere di gestire in proprio la prenotazione dei test sierologici”, ha accusato Roberta Fanfarillo, che guida i dirigenti scolastici per la Flc Cgil.

Di qui la confusione e il disappunto dei presidi, alle prese, oltre che con il reperimento di nuovi spazi in vista dell’apertura dell’anno scolastico, anche con il controllo delle domande relative alle supplenze, in pieno Agosto e che gran parte del personale in ferie.

Il sindacato dei Medici italiani (Smi) invece, pur concordando con i test sierologici al personale della scuola negli studi dei medici di famiglia, ha chiesto che avvengano solo su base volontaria da parte di questi ultimi.

Anche per venire incontro ai tanti dubbi dei dirigenti scolastici, la Cisl Scuola ha messo a punto una check list che aiuti i presidi a orientarsi.

Sul fronte politico, mentre il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia ha ribadito che il 14 settembre le scuole riapriranno “in tutta sicurezza”, hanno creato polemiche le parole del capogruppo di Italia Viva al Senato, Davide Faraone, il quale ha detto che “una cosa per noi improponibile è il rinvio dell’apertura dell’anno scolastico, sarebbe inaccettabile, piuttosto la occupiamo”.

A criticare in modo forte le parole di Faraone sono scesi in campo compatti i Cinque Stelle che hanno definito “inaccettabili” i dubbi avanzati dall’esponente di IV e hanno ricordato che sono stati stanziati quasi 3 miliardi solo per la riapertura delle scuole.

Il Veneto, intanto, attrezzerà le scuole per la ripresa delle lezioni a settembre anche con ‘moduli’ prefabbricati, così da ampliare il numero di aule e ridurre la possibilità di contatto tra studenti.

La Direzione scolastica regionale ha richiesto sei unità, più una eventuale settima, che saranno messe a disposizione dalla Protezione civile nazionale o, in subordine, dagli Enti locali titolari degli istituti grazie ai fondi del Dl Agosto.

Un caso particolare, a Venezia, sarà realizzando al Liceo Foscarini dove la chiesa sconsacrata al suo interno verrà temporaneamente ‘frazionata’ e riscaldata.

“Si tratta – spiega la direttrice dell’Ufficio regionale scolastico, Carmela Palumbo – di quelle ‘casette’ già utilizzate durante i recenti terremoti in Centro Italia in sostituzione delle scuole all’epoca inagibili”. “Ma altre soluzioni – aggiunge – le stanno trovando gli stessi istituti, con gazebo, per disciplinare l’afflusso a scuola o ad uso della ricreazione”.

Tra gli altri interventi si prevede la misurazione della temperatura agli alunni di tutte le scuole dell’infanzia, mentre per elementari, medie e superiori, il controllo sui ragazzi sarà affidato alle famiglie.

Tamponi, su base volontaria, saranno previsti per insegnanti e personale Ata dal 24 agosto, su prenotazione e misura, mentre la misurazione delle temperatura sarà presa ogni giorno all’arrivo negli istituti. Modalità questa che sarà utilizzata anche per gli studenti delle scuole ‘serali’.

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