Rialto: residenti esasperati dalla Movida scrivono al Prefetto Cuttaia

ultima modifica: 28/12/2019 ore 05:54

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Rialto: residenti esasperati dalla Movida scrivono al Prefetto Cuttaia

Zona Rialto, Erbaria, turbata di notte da suoni e rumori insostenibili per i residenti, costretti a subire l’insopportabile, tanto da aver dovuto rivolgersi con un esposto al prefetto Domenico Cuttaia, per un intervento efficace, in grado di diminuire il disagio che ogni notte mette a dura prova la tranquillità degli abitanti che subiscono le conseguenze di una situazione che peggiora di giorno in giorno.

La “movida” veneziana sembra aver trovato in Rialto il suo posto preferito. Il Comitato degli abitanti, non può restare ad assistere a situazioni di degrado, che vanno dalle urla alle lordure, che ogni notte registra le intemperanze di giovani ubriachi che impegnano i vigili a sedare risse e schiamazzi, le notti “brave” di questi giovani diventano bianche per chi vorrebbe dormire e non può. La situazione si quieta a notte alta e quel che i ragazzi, ma anche i “grandi”lasciano per le strade è il risultato di un degrado che mette in luce una realtà giovanile preoccupante e complessa nel suo esistere, nelle conseguenze e negli effetti che in futuro si dovranno evitare.

Un problema serio che dovrebbe essere studiato e incontrato nel modo più pertinente. Sono tanti i minorenni che frequentano la “movida” realtina e che spesso si ubriacano per partecipare alla festa. Il Comitato chiede ai gestori dei bar, delle osterie di rifiutarsi di vendere bevande alcoliche ai giovanissimi, che fin dal tardo pomeriggio mostrano i segni di una evidente alterazione, facendo scoppiare petardi, buttando in acqua le strutture di restauro del ponte di Rialto, rompendo i contenitori delle immondizie.

Da tempo si parla si offerte alternative al “solo alcool e musica amplificata al massimo”, qualche tentativo nei mesi scorsi è stato messo in atto nei campi, anche Rialto con Santa Margherita e altri ancora, su iniziativa della Municipalità veneziana e dei residenti con le tavolate serali nei campi, per una convivialità offerta anche ai giovani che potrebbero provare a vivere la notte senza stordirsi e senza alterarsi “necessariamente”.

In fondo quel che viene segnalato alla polizia urbana, dagli atti vandalici agli effetti dello stato di ebbrezza, le liti, le violenze, sono lo specchio di una generazione di fatto sconosciuta, i ragazzi sono gli stessi che frequentano le scuole, le università, che lavorano o sono disoccupati, che hanno o non hanno una famiglia di riferimento, che di giorno sono bravi e gentili e che di notte trasformano il loro malessere in comportamenti dannosi agli altri, contro la loro stessa città, ma soprattutto contro sé stessi, in una logica dell’assurdo che ogni notte si ripropone e che mostra la loro e nostra fragilità, la loro e nostra irresponsabilità.

Andreina Corso

07/12/2016

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