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Renzi: 80 euro restano e tfr in busta paga per chi lo vorra'

E’ finita l’epoca in cui un pugno di governanti decideva le sorti di un paese in camera caritatis?
E’ finita l’epoca in cui l’Italia tremava per le decisione che venivano assunte in Europa?
Può darsi di sì, visto che per la prima volta si assiste ad un gesto eclatante di ribellione.
Renzi (sulle orme della Francia, se vogliamo) si ribella all’Europa, e lo fa con un gesto semplice ma dall’altissimo valore simbolico: offre all’opinione pubblica uno dei documenti che l’Ue vorrebbe non fosse conosciuto dal popolo.

Renzi, in partenza per la capitale belga, chiede a Padoan di pubblicare la lettera della Ue: che diventi un caso, quella richiesta di chiarimenti, Renzi lo sa benissimo.
E infatti appena mette piede nel palazzo del Consiglio evidenzia la rottura con Barroso, ma soprattutto la rottura passato: «Sono stupito dello stupore di Barroso, è finito il tempo delle lettere segrete, pubblicheremo tutti i dati di questi Palazzi, ci sarà da divertirsi…». Parole che suonano come una minaccia.

Il Consiglio europeo dei capi di governo e di Stato si sta già consultando, e sembra che la Merkel, al vertice del Ppe, si sia detta preoccupata per i Paesi che rischiano di aggravare la situazione dei propri bilanci, senza citare testualmente l’Italia. Renzi arriva in ritardo, forse per ultimo, e anche questo è un segnale.

Il premier italiano si ferma davanti alle telecamere e attacca: «in realtà la lettera è stata anticipata qui», come a dire che a Bruxelles c’è chi gioca con i media sull’immagine dell’Italia.

II tono del premier è sarcastico: Barroso se ne va, dopo dieci anni, e Renzi lo ribadisce: «Dalla settimana prossima non sarà più presidente. Credo che sia il momento della open transparency più totale, d’ora in poi vogliamo che in questo Palazzo ci sia la chiarezza più ampia, non solo la lettera, pubblicheremo tutti i dati economici, quanto si spende in questi palazzo, chiederemo a Juncker che tutto venga pubblicato, ogni dato sensibile delle istituzioni europee».
“Un grillino nel Parlamento Europeo – direbbe Grillo – E’ fantastico”.

Renzi nella valigetta ha la manovra appena varata in Italia, insieme ad attacchi precisi alle correzioni richieste dalla Ue, e tutto va reso pubblico «Ai cittadini italiani»: a loro dice «di non preoccuparsi, abbiamo fatto una grande operazione di riduzione delle tasse e siccome tante volte dall’Ue ci hanno chiesto di ridurre le tasse, ora che l’abbiamo fatto non sarà certo una piccola discussione sui decimali e le virgole a bloccare il percorso di cambiamento del nostro Paese».

Paolo Pradolin

24/10/2014

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