Registrare di nascosto le conversazioni con il datore di lavoro o con i colleghi può giustificare il licenziamento
Oggi, grazie alle nuove tecnologie, un numero crescente di persone registra abitualmente le conversazioni di ogni giorno.
Un tempo i vecchi microfoni, le microcassette e la tecnologia piú antiquata spesso non garantivano un audio di buona qualità, specialmente quando il registratore doveva rimanere nascosto tra gli indumenti o in una borsa. Inoltre, tali attività evocavano nell’immaginario collettivo scene da film di spionaggio dei tempi della Guerra Fredda ed erano considerate «lontane» dalla vita di ogni giorno.

Attualmente il costo contenutissimo dei moderni cellulari e dei nuovi microregistratori permette praticamente a tutti di disporre della tecnologia necessaria per registrare di nascosto le conversazioni con un audio di buonissima qualità. In tale contesto è normale che un numero crescente di lavoratori inizi a guardare con grande interesse a questa nuova possibilità offerta dalla tecnica.

Il presente articolo si sofferma su un aspetto problematico di questa tematica di grande attualità e ha come scopo quello di invitare i lettori a fare un uso molto «prudente» ed «equilibrato» di tale opportunità.

Senza entrare nella complicatissima materia «processualistica», ove i limiti di utilizzabilità

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Diritto del Lavoro, a cura dell’Avv. Gianluca Teat

di una simile «prova» all’interno di un giudizio civile sono tutt’altro che certi e definiti, all’interno del diritto del lavoro esiste un altro problema di tipo «sostanziale», ovverosia registrare di nascosto le conversazioni effettuate con il datore di lavoro o con i colleghi può entrare in conflitto con il cosiddetto «rapporto fiduciario».

Cos’è il rapporto fiduciario?
Tale rapporto rappresenta quella relazione di mutuo affidamento e fiducia reciproca che costituisce la base logica, prima che giuridica, del contratto di lavoro. In parole ancora più semplici, il datore di lavoro deve potersi «fidare» del proprio dipendente e viceversa, altrimenti la relazione che intercorre tra i due non ha più «senso» di esistere.

Risulta evidente che il fatto di registrare di nascosto le conversazioni con il datore di lavoro o con i colleghi, oltre a ledere il diritto alla privacy di questi soggetti, getta un’ombra inquietante sulla fiducia reciproca (infatti equivale a dire «ti registro perché non mi fido più di te/voi e mi riservo la possibilità di usare tali prove contro di te/voi»). Di conseguenza, tale condotta può venire intesa come un fatto idoneo a compromettere irreparabilmente il rapporto fiduciario.

Cosa accade quanto viene meno il rapporto fiduciario?
Quanto non esiste più tale rapporto, è legittimo il licenziamento per giusta causa. Infatti, si è in presenza di una causa che non consente la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto (art. 2119 c.c.).

Questo è proprio l’orientamento espresso dalla Suprema Corte di Cassazione (sent. n. 26143/2013) nel caso di un medico che aveva registrato di nascosto le conversazioni con il proprio superiore e con i colleghi di una struttura ospedaliera. Tale attività, avendo compromesso il rapporto fiduciario in modo irreparabile, legittimava, ad avviso del Supremo Collegio, il licenziamento per giusta causa di tale dipendente.

Ovviamente i casi della vita sono infiniti e gli orientamenti giurisprudenziali possono anche cambiare nei singoli casi concreti. Tuttavia, quello che è importante ricordare è che, prima di utilizzare o anche solo di «minacciare» di usare delle registrazioni effettuate di nascosto, è bene rivolgersi a un professionista e studiare il miglior modo di procedere. Infatti, anche il semplice fatto di menzionare l’esistenza di alcune registrazioni «clandestine» potrebbe astrattamente condurre a un licenziamento per giusta causa.

gianluca teat avvocato lavoro

Avv. Gianluca Teat
(Potete contattarmi anche via e-mail gt.teat@gmail.com oppure sul profilo Facebook Avv. Gianluca Teat)

28/01/2016

Riproduzione vietata

(Immagine: il «leggendario» Blattnerphone Steel Tape Recorder (1937), il registratore usato negli studi della BBC britannica negli Anni Venti e Trenta. I programmi, le interviste e i discorsi politici registrati grazie a questo apparecchio venivano poi ritrasmessi via radio all’interno dei numerosi Paesi dell’Impero. Nemmeno paragonabile con i piccolissimi registratori di oggi… Immagine di pubblico dominio).

(modifica 14/02/2016 | 17.00)

3 persone hanno commentato questa notizia

  1. Rispondo al sig.Gianantonio …….forse basta usare l’ingegno! …….un lavoratore potrebbe al caso benissimo “non registrare”, ma ad esempio usare semplicemente un telefonino in vivavoce facendo “solo ascoltare” le situazioni di “vessazione” ecc. ecc… ad esempio ad un amico o meglio al Suo Avvocato posto dall’altra parte del telefono, il quale sarebbe indubbiamente anche un Suo buon testimone!
    sig. Antonio

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