Regina Rossa – La distopia di Victoria Aveyard

ultimo aggiornamento: 29/07/2015 ore 14:23

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regina rossa

Dopo “Hunger Games”, “Divergent” e molte altre serie di libri distopici, Mondadori porta in Italia “Regina Rossa” di Victoria Aveyard con traduzione di Elisa Caligiana, che giocando sul fantasy storico ci porta a conoscere il mondo di Mare Barrow, che vive in un luogo diviso dal colore del sangue: rosso e argento. Mare e la sua famiglia sono Rossi, povera gente, destinata a vivere di stenti e costretta ai lavori più umili al servizio degli Argentei, valorosi guerrieri dai poteri sovrannaturali che li rendono simili a divinità. Mare ha diciassette anni e ha già perso qualsiasi fiducia nel futuro. Finché un giorno si ritrova a Palazzo e, proprio davanti alla famiglia reale al completo, scopre di avere un potere straordinario che nessun Argenteo ha mai posseduto. Eppure il suo sangue è rosso… Mare rappresenta un’eccezione destinata a mettere in discussione l’intero sistema sociale. Il Re per evitare che trapeli la notizia la costringe a fingersi una principessa Argentea promettendola in sposa a uno dei suoi figli. Mentre Mare è sempre più risucchiata nelle dinamiche di Palazzo, decide di giocarsi tutto per aiutare la Guardia Scarlatta, il capo dei ribelli Rossi. Questo dà inizio a una danza mortale che mette un nobile contro l’altro e Mare contro il suo cuore. Regina Rossa apre una nuova serie fantasy vivida e seducente dove la lealtà e il desiderio rischiano di esseri fatali e l’unica mossa certa è il tradimento.

Primo romanzo di una saga “Regina Rossa” condensa nelle sue pagine tutte le caratteristiche classiche del genere distopico, sempre più di gradimento tra i giovani lettori e non solo, cercando di smuovere, in qualche modo le coscienze. Attraverso Mare, Aveyard mette in crisi il sistema sociale in cui è inserita, mettendo in gioco anche una serie di valori sempre centrali in questo tipo di genere.


Come Katniss e Tris, anche Mare deve essere un punto di riferimento per i lettori, un personaggio con cui indentificarsi e provare empatia. Certamente proprio la stessa Mare ha dei punti in comune con la protagonista della saga di Veronica Roth e, anche lei, possiamo chiamarla Divergente. Né rossa né argento, ma qualcosa di più, al di sopra delle fazioni, al di sopra delle caratteristiche.

Aveyard però fa l’errore di voler mettere troppa carne al fuoco, e con l’inesperienza del primo libro, fatica a gestire tutte le idee e le tematiche che vuole inserire, nonostante tutte siano degli ottimi spunti e caraterizzino in maniera intelligente il libro. Piccolezze che verranno limate con l’esperienza e che non tolgono il fatto che “Regina Rossa” tenga il lettore incollato alle pagine, riuscendo a caratterizzare i personaggi in maniera completa. Proprio Mare è un’eroina umana come poche, che pulsa ed è reale con tutti i suoi difetti e paure; una ragazza che, come molte di quelle a cui è diretto il romanzo, sbaglia di continuo e per questo cresce, matura. Aveyard rompe il cliché della protagonista perfetta, pronta a tutto che non si mette mai in dubbio e sforna Mare, un essere umano prima che eroe.

Molte però sono le domande che rimangono senza risposta alla fine del libro, molti i punti interrogativi che verranno, molto probabilmente, risolti nel secondo capitolo in uscita il prossimo anno, dove intrigo e passione, si spera saranno all’ordine delle pagine. Un buon inizio.


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Sara Prian

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