Ragazzina aggredita per il crocifisso: il 12enne aveva chiesto alla maestra di togliere il Cristo dall’aula

ultimo aggiornamento: 18/05/2015 ore 05:26

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Il caso della bambina aggredita per il crocifisso continua a far discutere.
“La versione data dal papà del bambino africano non corrisponde a verità, mia nipote non lo ha mai provocato né menato, è lei la vittima”.
La conferma arriva dalla nonna paterna della dodicenne di Terni con indosso il crocifisso aggredita giovedì scorso da un coetaneo, all’uscita dalla scuola, che ha ribadito la ricostruzione della vicenda fornita dalla famiglia della studentessa.
La donna, che abita nell’appartamento accanto a quello della ragazzina, racconta che la vicenda non è stata denunciata per risvolti razzistici, come molti hanno semplicemente valutato: “Noi non siamo razzisti, siamo costernati da quanto successo e se il ragazzino fosse stato italiano sarebbe stata la stessa cosa”.
Il ragazzo dodicenne africano, come sostenuto anche dalla nuora (unica adulta presente al momento del fatto), avrebbe aggredito la nipote proprio a causa del crocifisso.
“Glielo ha fatto capire, l’italiano lo sa eccome – dice – e il primo giorno di scuola aveva chiesto alla maestra di togliere la croce dall’aula. Lui gioca in parrocchia, ma non frequenta la chiesa”. “Nessuno – continua la signora – vuole male a questo bambino, ma la realtà dei fatti è che mia nipote ha riportato 20 giorni di prognosi e ora, oltre ad essere molto impaurita, perderà le lezioni. Da un mese vive in un incubo, non è giusto”.
“Da tempo mia nipote – ricorda la nonna della ragazzina aggredita – continuava a venire a casa raccontando di essere bersaglio del ragazzino, noi lo abbiamo anche giustificato inizialmente raccomandando tolleranza. Ma se altri lo hanno provocato – conclude – mia nipote non lo ha certo fatto”.

Redazione


18/05/2015

Riproduzione vietata

(foto: archivio)


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  1. Che esistesse la croce ansata egizia prima del crocifisso è conoscenza comune. Il crocifisso è simbolo dei cristiani in quanto crocifisso fu Gesù. Per lei può essere anche un simbolo fallico ma questo non obbliga altri a ritenerlo tale. Chi cita il primo comandamento ricordi che il cristianesimo non è ebraismo e se ne differenzia anche nella proibizione delle immagini che non c’è. Chi il crocifisso lo vuole rimuovere dai luoghi pubblici lo fa in genere in nome di una religione bel più violenta e intollerante di quella cristiana con il beneplacito di chi non si riconosce nei valori di una cultura che in Italia appartiene alla maggioranza. Quanto violenta è la religione che ispira certe azioni è evidente da fatti come quello qui commentato.

  2. Se si sapesse:

    1) che il crocifisso è un simbolo tardo (decimo secolo) derivante dalla croce ansata egiziana (di almeno 2 millenni antecedente) che è un simbolo fallico, come si evince dall’analisi storica qui:

    riportata in maniera chiarissima ed inconfutabile

    2)che è equivalente, per numero di morti provocate, a 100 svastiche naziste (“Storia Criminale del cristianesimo”)

    3) ma se anche solo si conoscesse il primo comandamento della bibbia, nella versione non edulcorata dai preti
    esodo 20:3-4
    “…Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. 5Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano…”

    Il crocifisso lo si toglierebbe da dove è, anziché metterlo dove viene rimosso.

    Purtroppo l’ itaglia, compresa la sua scuola pubblica ed i suoi tribunali, essendo in mano al clero, non consente di avere questo minimo di istruzione che sarebbe utilissimo per la propria esistenza e per far cessare il bimillenario inganno dei preti che sopravvive sull’ignoranza indotta nelle nuove generazioni, anche attraverso la scuola!

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