Ordina la pizza, il ragazzo arriva e la violenta

ultimo aggiornamento: 26/04/2015 ore 08:28

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Ordina la pizza, il ragazzo arriva e la violenta

Lei si chiama Roberta, lui è un ragazzo egiziano di quasi trent’anni. La sua descrizione è già agli atti degli investigatori: alto un metro e ottanta, carnagione olivastra. La vittima non conosce il suo nome, perché non lo aveva mai visto prima.
Roberta tutto avrebbe pensato ma non che ordinare una pizza si trasformasse nel suo incubo.
Tutto scatta nel momento in cui il ragazzo egiziano suona e le chiede: «Sei a casa da sola?». Mai dire la verità! Questo ci insegnano le cronache dei nostri giorni.
Quella risposta è stata l’inizio dell’incubo di Roberta. Quell’uomo (sarebbe bene cominciare a smettere di parlare di ragazzo, come fanno le agenzie, visto che ha 30 anni) che le aveva consegnato la pizza a domicilio non era così innocente: e la donna si è trovata brutalmente violentata a casa sua, a Milano.
Le statistiche dicono che nella città dell’Expo si registra un caso di abuso al giorno. Questo siamo diventati? Un paese in cui una donna sola non può ordinare una pizza senza pensare che può essere in pericolo in casa sua?

Il violentatore è ancora libero. Le indagini della polizia stanno ricostruendo i dettagli del racconto di Roberta che ripete come sono andate le cose e non è mai facile, anche perchè alla seconda o terza volta si fa strada nella tua mente il dubbio che dubitino di te.
Sono le 20.30, Roberta torna a casa stanca, la prossima settimana dovrà iniziare un nuovo lavoro in un call center. È tornata a vivere nel piccolo appartamento di Lambrate da qualche giorno dopo la fine di una relazione. Non ha voglia di cucinare, ordina una pizza. Verso le 21 la consegna suona il campanello: «Sali pure, terzo piano».
Alla porta un giovane nordafricano, alto. L’uomo entra senza essere invitato guardandosi attorno mentre Roberta sta prendendo il portafoglio dalla borsa. «Mi ha chiesto se fossi in casa da sola» scriverà la donna nella denuncia. Le è venuto di fare una battuta, senza pensarci: «Stasera siamo io e il gatto».
L’uomo richiude la porta alle sue spalle e in un attimo usa tutta la sua forza per immobilizzarla, la butta sul divano, si getta sopra di lei, le strappa i vestiti. Alla fine il nordafricano si alza, prende quaranta euro che trova nel portafoglio della donna ed esce di casa. Solo dopo un po’ di tempo Roberta trova la forza di chiamare un’amica.
Ora Roberta vive nel pericolo, e qui siamo nell’assurdo, che qualcuno possa vendicarsi per la denuncia fatta o fargliela pagare. Già giovedì la donna era stata avvicinata in un bar sotto casa dal proprietario della pizzeria e da un «cugino» del violentatore: «Vediamo se possiamo sistemare quello che è successo» facendola scappare via, in lacrime.


Paolo Pradolin

26/04/2015

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