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mercoledì 03 Marzo 2021
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Radicchio Rosso di Treviso compie 20 anni. Mostra a Venezia

Radicchio Rosso di Treviso compie 20 anni. Mostra a Venezia

Il Radicchio Rosso di Treviso compie 20 anni e festeggia a Venezia, con un evento straordinario, per l’eccezionalità della proposta e per il luogo che lo ospita. Si inaugura oggi, la Mostra del Radicchio Roso di Treviso IGP che sarà aperta al pubblico, con ingresso gratuito, Venerdì 2, Sabato 3 e Domenica 4 Dicembre, nell’Istituto Provinciale per l’Infanzia Santa Maria della Pietà in Riva degli Schiavoni. Un appuntamento dove il gusto di un prodotto tipico eccellente si sposa con l’arte di Venezia, attraverso la mostra mercato di eccellenze gastronomiche e la degustazione di piatti della tradizione e curiosi abbinamenti proposti dagli chef veneti, cui si aggiunge la possibilità di visite guidate gratuite al complesso museale.

20 ANNI DI IGP IL BILANCIO DEL CONSORZIO | Era il 1996 quando il Radicchio Rosso di Treviso, primo prodotto orticolo in Europa, veniva riconosciuto come Indicazione Geografica Protetta. Nello stesso anno nasceva il suo Consorzio di Tutela, una organizzazione di produttori lungimiranti che, in questo campo, ha fatto la storia e che oggi, all’aprirsi di una nuova stagione, vuole festeggiare il traguardo tracciando un bilancio e guardando alle nuove sfide del futuro. “Celebrare il Radicchio Rosso di Treviso IGP a Venezia – spiega il presidente del Consorzio di Tutela, Paolo Manzan – rappresenta una straordinaria occasione per incontrare il grande pubblico straniero, ma anche i visitatori italiani, per affermare, oggi più che mai, l’unicità del nostro prodotto orticolo. Un ortaggio inimitabile, grazie all’Indicazione Geografica Protetta tutelata da vent’anni in tutta Europa, che sta incontrando sempre più il favore dei consumatori, più attenti nel riconoscere la qualità di ciò che mangiano”.

IL MARCHIO COLLETTIVO PER TUTELA INTERNAZIONALE | Il Consorzio di Tutela conta attualmente 89 soci e negli ultimi anni ha visto crescere in maniera esponenziale le superfici coltivate, praticamente raddoppiate dell’ultimo quinquennio. “L’apertura ai mercati globali e la conseguente incertezza del consumatore sull’origine di ciò che arriva in tavola, ha dato una grande spinta ad un prodotto a qualità garantita come il Treviso. Tuttavia, la stessa competizione su mercati internazionali – aggiunge il presidente – ci impone di innalzare la nostra tutela, ciò che ci garantiva 20 anni fa – il marchio europeo IGP – oggi non basta più”. Il Consorzio ha infatti imboccato la strada del deposito del marchio collettivo che garantisce a livello commerciale origine, natura e qualità del prodotto.

“La registrazione della denominazione “Radicchio Rosso di Treviso” come marchio collettivo, rafforzerà la tutela in ambito comunitario e ci consentirà di difenderci sui mercati extra UE, di maggior interesse per il nostro export (dagli USA alla Russia), dove l’indicazione geografica non gode di alcuna protezione e ci espone a falsificazioni e utilizzi della denominazione che rischiano di danneggiare non solo noi produttori, ma soprattutto i consumatori”. Il Consorzio ha attivato la procedura di registrazione del marchio collettivo riservata alle associazioni/enti come i Consorzi, in via preliminare in ambito nazionale ed europeo (obiettivo da raggiungere entro il 2017). “Proseguiremo quindi alla registrazione nei singoli stati dove è più importante in prospettiva l’export. Sarà un processo che ci vedrà impegnati nei prossimi anni, che richiederà anche risorse economiche, ma la strada è imboccata e la percorreremo, per quanto possa essere lunga. Oggi l’export vale il 10% della produzione IGP, lavoriamo per farlo crescere”.

ATTIVITA’ DI RICERCA PER GARANTIRE QUALITA’ MASSIMA | La garanzia di qualità di fronte al consumatore e alla grande distribuzione organizzata resta il valore aggiunto da tutelare. Per questo il Consorzio ha intrapreso la non semplice via della ricerca scientifica in collaborazione con il DAFNAE (Dipartimento di Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse naturali ed Ambiente) dell’Università di Padova.
“In questi anni i nostri produttori hanno stretto importanti accordi con la GDO che sempre di più sta chiedendo prodotto a marchio, è chiaro quindi che dobbiamo innalzare gli standard qualitativi. Per questo abbiamo intrapreso una importante collaborazione con i ricercatori dell’Università di Padova: il miglioramento genetico delle nostre piante è stato per secoli frutto della selezione massale realizzata dai nostri agricoltori, oggi questo processo – in particolare per quanto riguarda il controllo delle note amare delle nostre particolari cicorie – può essere supportato dalla ricerca universitaria”. In questa fase il progetto, coordinato dal Prof. Paolo Sambo, mira alla possibilità di stimare, in maniera “non distruttiva, il contenuto di quelle sostanze che in determinate annate e periodi dell’anno possono creare qualche problema al radicchio Rosso di Treviso IGP. Per il progetto si farà riferimento alla tecnologia NIRS (già adottata per la stima di parametri qualitativi di altri prodotti ortofrutticoli) che si basa essenzialmente sul differente assorbimento della radiazione infrarossa da parte di diverse classi di composti chimici. I dati ricavati e i risultati ottenuti in questa fase saranno propedeutici alla stesura di un protocollo operativo.

TRE GIORNI DI FESTA A VENEZIA | Negli spazi prestigiosi dell’Istituto Provinciale per l’Infanzia Santa Maria della Pietà, per tre giorni (2/3/4 Dicembre, dalle 10,00 alle 18,00), si potranno ammirare e degustare il Radicchio Rosso di Treviso e il Radicchio Variegato di Castelfranco, i soci proporranno il meglio della produzione a marchio, affiancati da aziende del territorio che presenteranno prodotti trasformati (dal panettone alla birra al Radicchio, dai formaggi alle mostarde). La manifestazione è ad ingresso libero e prevede anche cookink show curati dagli chef e degustazioni di piatti tradizionali in collaborazione con le Pro Loco dell’Unpli e con l’Istituto Alberghiero Barbarigo di Venezia. L’iniziativa è realizzata grazie al coinvolgimento anche dell’Associazione Esercizi Pubblici Venezia.

02/12/2016

Data prima pubblicazione della notizia:

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