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Eppure l’avevo detto e giurato e tutti erano stati informati. Non voglio festeggiare, ho ripetuto, non sognatevi di coinvolgermi. E cosa avrei mai da festeggiare, aveva ragione Scrooge, l’apparente avaro del Canto di Natale di Dickens, “che cosa vorrà mai dire festeggiare…”

Adesso basta, mi avete scocciato. E’ inutile che telefoniate continuamente, cosa mai volete da me? Ah ecco, vi ho capiti, secondo voi dovrei festeggiare per forza. Se mi dite perché mai dovrei aggregarmi alla vostra festa (chiamiamola pure così, anche se non ci credo), magari ci penso. Però dovreste convincermi.

Ancora non so capacitarmi di quest’anno appena trascorso con tutti i suoi guai, con troppi orrori, un anno pervaso da lutti, stragi, minacce che ancora incombono, anche questa notte, che sarebbe in fondo la notte di San Silvestro.

Come il gatto Silvestro inseguito da Titti, l’uccellino che lo fa diventar matto a furia di dispetti e di vendette mancate, io cerco e troverò un rifugio. Provo con il televisore che mostra cronache tremende di bambini morti in mare, stanno proponendo una trasmissione cronaca, come dire, un bilancio delle disgrazie che il 2014 ci ha donato, ma è troppo forte, troppo dolore, cambio canale. In fondo è quasi un giorno, una notte di festa, vediamo un po’.

Evviva, ecco uno zampone in bella mostra, sarei ancora in tempo per comperarlo, con tanto di lenticchie già cotte. Però mi risuonano alla mente le note degli zampognari che hanno fatto festa ai senza fissa dimora in piazza e così zampone e zampognaro non mi convincono nel metterli assieme. Niente da fare, non festeggio e provo a resistere. Vediamo chi si stanca prima.

Fare un duello con il cibo non è poi tanto leale, ma ci può stare in una festa dell’assurdo. Domani vi racconto come è andata a finire la mia notte di San Silvestro. So che Titti perseguiterà il suo gatto e io… vado a spasso con Scrooge che ha mille argomenti per convincermi a non festeggiare.

Andreina Corso
31/12/2015

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