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Il fascino, il mistero, la dolcezza del racconto.
Raccontare una storia, un fatto, rimembrare colori e immagini del passato, rivedere con gli occhi della parola posti in ombra che il racconto risveglia e inonda come un raggio di sole.
Raccontare, mentre ascoltano i bambini con gli occhi attenti e la bocca aperta allo stupore, leggere un brano, una poesia agli anziani, mentre il loro volto trasuda emozione e lo sguardo rintraccia la loro e nostra storia.

Raccontano anche le cose, gli oggetti che pensavamo di aver dimenticato, racconta una canzone il sapore dolce amaro di un amore lontano, racconta il nostro corpo il trascorrere del tempo, racconta il nostro passo la fatica di invecchiare.

Raccontano, le foglie rosse sui marciapiedi, il disegno armonioso dell’autunno, racconta l’amicizia un amico vero.
Racconta la bellezza la fedeltà di un cane, narra la sapienza la nebbia sparsa su di noi.
Racconta il cambiamento quel che non si vuol cambiare, racconta la malattia la debolezza della salute, il racconto si veste e si traveste, le parole scappano dalla pagina e dalla mente e raccontano la libertà di posarsi a due passi dal cielo, raccontano le nuvole il viaggiare quieto e mentre nuotano intorno all’orizzonte sussurrano rime orizzontali.

Andreina Corso

23/10/2015

Riproduzione vietata

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4 persone hanno commentato questa notizia

  1. Grazie Sara. La vedo quella bambina che si avvicina alla nonna, che legge per lei.
    La vedo quella ragazza che impara ad amare le parole, che ascolta il suo diventare donna attraverso il sentimento d’amore per un ragazzo.
    La rivedo, mentre la consolazione arriva dalla poesia.
    E il mio cuore, ma credo non solo il mio, si riempie di tenerezza. E di gratitudine.

  2. Raccontare e raccontarsi. Noi siamo le nostre storie.
    Siamo il prodotto di tutte le storie che abbiamo ascoltato e vissuto, e delle tante che non abbiamo sentito mai.
    Io mi racconto attraverso anche la scrittura, la forma piu’ potente,meravigliosa e speciale per sentirmi viva!!!! 🙂 ❤
    Scrivo nella mia semplicita’ da molto tempo così come cammino da molto tempo. La mia meta è il percorso, l’incedere tra i dolori e le meraviglie della vita, e scrivere mi rende felice. Se, poi,anche solamante una persona, una donna, un uomo, un vecchio o un bimbo, si emoziona allora mi illudo di non avere scritto invano 🙂

  3. Raccontare è un arte, cosi come è un arte farlo attraverso la lettura.
    La prima volta che ho letto per qualcuno è stato per mia nonna,in una delle sue occasioni di visita a Roma. Lei era sulla sua poltrona preferita e io stavo facendo i compiti,Era una persona taciturna,molto mite ma profondamente dolce, nonna Sofia, per questo forse le piaceva sentir parlare gli altri, oltre ad andare pazza per i radiodrammi, le soap opera (celebri i nostri report alla fine di ogni puntata di Beautiful, ribattezzato da lei “Buttafùl”) e la musica di Massimo Ranieri.
    Mi chiede cosa sto studiando e io le leggo un pezzettino dal mio sussidiario, sezione Geografia: è l’anno delle regioni e sono contenta che la Liguria abbia così pochi capoluoghi di provincia da ricordare e un mare di un così bel colore.
    La prima volta che leggo per me, invece, è a 14 anni, il ragazzo che mi piace non sa nemmeno che esisto costringendomi a passare la serata a scrivere cose drammatiche sul mio diario segreto.
    Tutto nasce lì, in quella sera d’estate rinchiusa tra tutti i libiri di mia madre, passione che mi ha tramandato. Un po’ impolverato, con tanto di custodia rigida, inizio a leggere alcune pagine di un libro. Leggo ad alta voce. Mi piace il suono che viene fuori e continuo a ripeterlo, cambiandone l’intonazione, spostando pause e immaginando scenari, fino a che non mi stanco e crollo, non più sicura che quel ragazzo lì sia in grado di darmi le emozioni trovate tra quelle righe.
    Scopro la potenza della parola parlata. E non me ne stacco più.

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