questa-e-l-ultima-volta-che-ti-dimentico

 

Dimmi quanti anni hai
Quante lettere ha il tuo nome
Io so fare la ruota
Dimmi quanti anni hai
Ho già stretto la mia mano ad un compagno di scuola
Rivisto ad una festa delle medie
Mi batteva il cuore, e siamo ancora qua
Bacio, Carezza o Schiaffo
La bottiglia punta su quell’altro
Il giro si rifà

Mentre leggevo il secondo romanzo di Levante Questa è l’ultima volta che ti dimentico, edito da Rizzoli, questa era la canzone della cantautrice siciliana che continuavo ad avere in mente. Sì perché se il primo libro raccontava del tumulto dei 30 anni, in questo abbraccia una fascia molto più ampia riportando il lettore a rivivere i primi tormenti dell’adolescenza, l’ingenuità delle elementari e l’affacciarsi alla vita delle medie e lo fa con il suo stile riconoscibile, attento, coinvolgente e profondo.

Anna è quella bambina di cui tutti hanno memoria come la bimba cresciuta troppo in fretta. Per sfuggire agli sguardi e ai giudizi della gente Anna ha imparato a volare via danzando sulle punte: quando balla, nessun posto è troppo piccolo per i suoi sogni grandi. Nemmeno la scuola, dove le scarpette e il tutù cedono il posto ai sospiri per Giulio, tanto bello quanto sfuggente, e alla complicità di Egle, l’amica con cui condividere segreti, sorrisi, momenti di noia e corse in motorino. Nell’entroterra siciliano però il passato ha radici lunghe, che ti tengono ancorata al suolo e per conoscersi davvero, Anna dovrà guardarsi indietro e mettersi in ascolto: solo così sarà libera di abbracciare luci e ombre della propria identità.

Come si diceva prima, Questa è l’ultima volta che ti dimentico è un libro diverso dal precedente, probabilmente più maturo nella struttura narrativa che nasconde anche dei colpi di scena che, preso dal flusso di pensiero e di emozioni della prosa, non riesci completamente a prevedere. Ma è soprattutto diverso perché Levante riesce a creare un coming-of-age reale, dove moltissime persone possono rivedersi, dove si sente che c’è il cuore in ogni parola scritta e dove i guai e le sofferenze dei protagonisti facilmente troveranno posto sotto la pelle del lettore.

La scrittura di Levante, per la quale non posso non dire che ho debole, vola sulle pagine e si appoggia con leggerezza, ma anche con forza, proprio come le punte di una ballerina nel cuore, perché Levante non si esime dal raccontare temi importanti, sia che essi riguardino la società, sia che essi riguardino il singolo.
Per questo motivo il secondo romanzo è un’opera più completa, impegnativa e coraggiosa della precedente, ma con la stessa forza emotiva, con lo stesso struggimento interiore che ci troviamo a vivere pagina dopo pagina, anche se le parole di Levante possano risultare in alcuni passaggi un balsamo lenitivo che fa sentire il lettore meno solo, soprattutto se sta affrontando gli stessi problemi dei protagonisti.

Non voglio spoilerarvi niente, non posso permettermi di andare in profondità sui problemi che vengono affrontati in questo libro perché perdereste la bellezza di scoprirlo riga dopo riga, perdereste la sorpresa di meravigliarvi di come la scrittura di Levante sappia cogliere il cuore e l’anima dei suoi personaggi, raccontando di per sé una storia molto semplice, che si fa però universale e che racchiude al suo interno il magnifico quanto complesso percorso di crescita di ognuno di noi.

Ed un libro così, questa volta NON lo dimentico.

 

Sara Prian

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Alice Bianco Sara Prian
Laureate in Tecniche Artistiche e dello spettacolo, sono grandi esperte di cinema e libri. Curano la rubrica di opere letterarie: recensioni editoriali, rassegne e nuove uscite. Sono Editor, Social Media Manager, Copywriter E' possibile contattarle a: pandorarecensioni.vdv@gmail.com

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