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Quanto vale una vita? La donna incinta investita da un uomo che non ha mai avuto la patente

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Quanto vale una vita? Donna incinta investita da straniero che non ha mai avuto la patente

Quanto vale la vita di una persona? Non esiste una risposta codificata, frutto di un ragionamento analitico. Le sentenze di giudici e tribunali non aiutano a capire fondendo attenuanti, stati psicologici concomitanti, sconti di pena previsti dalla legge, e altre considerazioni accessorie. Ogni processo fa un percorso a sè.

Le tabelle assicurative sono un’altra storia e codificano una situazione fotografata che considera età, reddito, aspettative e via dicendo. Ma non è questa la valutazione nel caso di interesse dato che le nostre considerazioni coinvolgono affetti, sentimenti, progetti di vita e così via.

Quanto vale la vita di una giovane donna incinta incolpevole? Quanto vale la vita della creatura che porta in grembo?
E se per puro caso l’esito di un atto sconsiderato non termina con il decesso, quanto può valere la perdita di una vita “normale” avendone in cambio una segnata da danni permanenti che deteriorano tutti gli anni futuri?

C’è una pena, un provvedimento risarcitorio, un indennizzo ideale che possa compensare il danno provocato con quell’atto sconsiderato?
Non c’è.

Samir Ouelmess, 28 anni, nato a Pinerolo (Torino) da madre italiana e padre marocchino si è messo al volante senza patente. Non perchè gliela hanno sospesa o gliel’abbiano ritirata: semplicemente perchè non l’ha mai avuta. Non l’ha mai conseguita.

Samir Ouelmess si è messo al volante consapevolmente. Sapeva che per guidare la patente è obbligatoria. Sapeva che non avrebbe dovuto, eppure l’ha fatto.
Colpa probabilmente di quell’errata percezione di impunità che qualcuno crede sia in vigore nel nostro Paese.

E’ vero che le forze di polizia fanno il possibile dibattendosi tra le ristrettezze, è vero che i tribunali sono oberati e sotto-organico. E’ vero che un processo dura anni e spesso si può arrivare a calcolare i tre gradi di giudizio per prevedere una fine in prescrizione. E’ vero che le carceri sono troppo affollate e questo agevola provvedimenti sostitutivi.
Ma quando passa evidentemente il messaggio di quella percezione di impunità bisogna cambiare registro.
Ormai ne abbiamo dimostrazione ogni giorno.
E’ proprio quella consapevolezza di un’applicazione ballerina del sistema di diritto che alimenta i reati.

Ci vuole certezza della pena e severità nelle pene. Le persone devono essere consapevoli che in questo paese chi trasgredisce le regole ne paga il prezzo che DEVE essere proporzionale!
Se quella mamma, quella neonata, avranno il resto della vita rovinata dall’evento, chi l’ha causato deve patire alla stessa maniera.

Ci vorrà del tempo, ma con degli esempi severi i malintenzionati cominceranno a pensarci due volte prima di delinquere.
E allora i reati caleranno, le forze di polizia lavoreranno meno in fase di repressione, i tribunali saranno meno intasati.

Non c’è altra soluzione. Se ci si pensa: non si possono costruire sempre più carceri, non si possono assumere sempre più giudici, funzionari e amministrativi. Non si può aumentare un sistema in termini esponenziali dato che si autoalimenta.

Il 28enne guidava senza patente. Perché lui, la patente, non l’ha mai conseguita. Guidando ha travolto Elena, diciannovenne all’ottavo mese di gravidanza, ed è scappato.

La polizia municipale di Orbassano (il Comune nel cui territorio è avvenuto l’incidente il 23 maggio) dopo lunghe e accurate indagini ha individuato il responsabile. Fortunatamente, occorre dire, perchè il colmo sarebbe stato che l’avesse fatta franca.

Di certo si sa che Elena è stata trasportata all’ospedale Cto di Torino, dove le hanno praticato un cesareo d’urgenza.
La figlia, Sofia, che oggi ha una settimana di vita, è in gravi condizioni nel reparto di terapia intensiva neonatale del Sant’Anna, diretto dal dottor Daniele Farina.

Nelle ultime ore c’è stato un lieve miglioramento per la piccola creatura, ma quello che preoccupa i medici è l’aspetto neurologico.

Samir Ouelmess era al volante di quella Fiat Stilo nera maledetta. Ha qualche piccolo precedente alle spalle, ma soprattutto non ha mai avuto il documento di guida.
Oggi è stato arrestato per lesioni gravissime e omissione di soccorso.

Forse per la mamma 19enne e la piccola neonata l’incubo non finirà mai davvero. In questo caso dovrebbe essere proporzionalmente ragionevole che così fosse anche per chi l’ha causato.

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Mattia Cagalli
Fin dalla prima ora tra i fondatori di questo Giornale, è giornalista, scrittore e regista cinematografico. Laureato in Scienze della Comunicazione, si occupa anche di calcio e del Verona, sue grandi passioni.

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