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lunedì 27 Settembre 2021

Problema casa: l’assessore Rumiz contrario alla vendita delle case pubbliche agli inquilini.

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Casa, parla l’assessore Rumiz.
“Da anni viviamo un crescente disagio abitativo che non investe più solo le fasce più deboli della popolazione, ma che ha raggiunto anche il “ceto medio”.
Le cause sono la caduta del potere d’acquisto di stipendi e pensioni, l’aumento dei canoni e dei prezzi degli appartamenti, la bassissima offerta di alloggi in locazione.
L’Italia è un popolo di proprietari di casa, si sa; purtroppo quel 20 per cento di cittadini che non lo sono patiscono la difficoltà  di trovare un alloggio a prezzi sostenibili.
Se pensiamo alla maggiore mobilità  lavorativa, alla mobilità  familiare, alla naturale ambizione dei giovani di uscire dalla casa di famiglia, agli immigrati, a coloro che per studio o lavoro vivono stabilmente in una città  pur non avendovi la residenza, capiamo bene quanto scarto ci sia tra l’offerta e la domanda di casa in affitto.
E in mancanza di soluzioni offerte dal mercato, la domanda inevitabilmente si indirizza ai Comuni.
Dopo anni e anni di disattenzioni e di mancati investimenti strutturali, negli ultimi due anni c’è stato un riavvio, anche se ancora debole, dell’iniziativa dello Stato.
Ora, io apprezzo la centralità  che il tema della casa ha nel decreto legge per lo sviluppo economico.
Apprezzo anche che sia stata colta la complessità  e l’articolazione della domanda e che, quindi, si prevedano riposte altrettanto articolate, anche se è necessario tenere presente che il disagio abitativo del ceto medio si aggiunge e non si sostituisce a quello delle fasce più deboli, e che sarà  sempre necessario prevedere investimenti per l’edilizia sovvenzionata.
Non posso, però, non sollevare due questioni.

All’art. 13 della manovra si prevede la dismissione del patrimonio residenziale degli ex Iacp.
Non è in discussione la possibilità  di alienare alloggi pubblici se questo serve alla riqualificazione del patrimonio; ma ritengo negativa una dismissione generalizzata, per di più a prezzi stracciati, visto che si fa riferimento ai bassi canoni Erp.
Con un’operazione di questo tipo approfondiamo ulteriormente il solco che ci separa dall’Europa: oggi in Italia solo il 4% degli alloggi è di edilizia sociale, contro il 36% dell’Olanda, il 22% della Gran Bretagna e il 20% della media europea.
Particolare e forte preoccupazione destano le modalità  di finanziamento del “piano casa”.

Parte importante dei fondi destinati a tale piano li consideravamo già  incamerati, e sono stati oggetto di accordi di programma, impegni, contratti.
Sarebbe drammatico se all’avvicendarsi di Governi e Camere corrispondesse la messa in discussione di provvedimenti che hanno dato origine a programmi e a investimenti.

Come Amministrazioni locali abbiamo l’assoluta necessità  di avere la certezza degli atti e delle risorse.
Se così non fosse salterebbe qualsiasi programmazione: ma le nostre città  non possono vivere giorno per giorno”.
Mara Rumiz
assessore alle Politiche della residenza del Comune di Venezia

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