Prima di ritorno e lo scudetto è andato. Solo la tecnologia ci salverà. Di Mattia Cagalli

ultimo aggiornamento: 28/01/2015 ore 09:15

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cartellino rosso arbitro espella cavanda lazio

Prima giornata del girone di ritorno, il campionato per quanto riguarda la lotta scudetto può dirsi concluso. 7 punti separano ora la capolista Juventus dalla Roma, prima inseguitrice; visto l’andamento di queste venti giornate un recupero pare quantomeno improbabile.

I giallorossi hanno perso ancora punti, ennesimo pareggio che li allontana in maniera insormontabile dai bianconeri. Lo scudetto però, la squadra di Garcia lo ha iniziato a perdere molto prima, esattamente dopo Juventus – Roma del 5 ottobre 2014. Dopo quel 3 a 2 per la Vecchia Signora, l’allenatore francese ha cominciato l’attacco perpetuo alla classe arbitrale. Creando anche inconsciamente un alibi ai suoi giocatori. Da quella partita infatti Totti e compagni non hanno più giocato con la stessa foga e convinzione, come se sapessero che comunque qualunque cosa accada… La Juventus sarebbe arrivata prima.


Rudi Garcia in un’intervista ha dichiarato con orgoglio di essersi italianizzato, peccato abbia prontamente acquisito il lato peggiore dell’italiano medio. La cultura del sospetto. Involontariamente ha indebolito un meccanismo perfetto che almeno per questo anno non porterà i frutti sperati. Un altro colpo fu la scandalosa sconfitta casalinga per 7 a 1 con il Bayern Monaco, un colpo mortale all’autostima.

Ora la lotta al vertice riguarda solamente la qualificazione alla prossima Champions League. Napoli, Lazio, Sampdoria e Fiorentina si daranno battaglia fino all’ultima giornata. Proprio la Sampdoria è stata protagonista dell’esempio perfetto, quello che dimostra la totale inutilità di sei arbitri sul campo. In particolar modo di quelli di linea.

Il goal non goal (che è in realtà goal tutta la vita), subito contro il Palermo, grida vendetta. L’arbitro di linea era in posizione perfetta, anzi si è addirittura abbassato per una migliore visuale. Nonostante questo, non è stato in grado di stabilire la regolarità del goal. Incapacità? Non credo, semplicemente l’occhio umano non è in grado di assicurare la giusta decisione.


Allo stesso modo il giudice di fondocampo, non ha aiutato l’arbitro nel decretare il rigore a favore della Lazio contro il Milan. Nonostante anche in questo caso, si trovasse in posizione prediletta. Se nel secondo caso, siamo di fronte a un errore umano o comunque errata interpretazione e quindi non si può porre rimedio… Nel primo episodio invece si. Basterebbe usufruire della tecnologia esistente da anni.

Questa volta, forse però ci siamo, il presidente della Figc ha garantito l’inizio dell’uso dell’occhio di falco (o di bue come ha detto Tavecchio, nell’ennesimo tentativo di una battuta infelice), dal prossimo anno. Se sarà vero, lo scopriremo solamente a luglio, nella speranza che non siano solamente parole come di solito accade in questo paese.

La scusa ricorrente sul mancato utilizzo della tecnologia è il costo troppo elevato ma sinceramente cosa costa pagare degli inutili arbitri?

Mattia Cagalli

[28/01/2015]

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