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martedì 15 Giugno 2021

Preso l’aggressore del parroco, un marocchino che il giorno dopo rubava in un bar

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Preso l'aggressore del parroco, un marocchino che il giorno dopo rubava in un bar

Notte movimentata per gli equipaggi del Commissariato di Chioggia e del Distaccamento Polizia Stradale di Piove di Sacco. Verso le ore 02,30 della scorsa notte un equipaggio della Polstrada di Piove di Sacco si portava nei pressi della S.S. Romea, in località Rosara, territorio del comune di Codevigo, per procedere ai rilievi di un sinistro stradale. La segnalazione era pervenuta dall’utente della strada coinvolto nel sinistro: nella circostanza il segnalante, a bordo della propria autovettura, a causa della fitta nebbia, non si accorgeva della presenza, non segnalata, di un veicolo in sosta sulla corsia di propria pertinenza.
Per fortuna, l’impatto non risultava particolarmente violento, grazie alla velocità ridotta tenuta dal conducente.
Gli agenti della Polstrada costatavano che a bordo dell’auto abbandonata non vi era nessuno.
I successivi accertamenti consentivano di appurare che il veicolo, una Fiat Punto, era intestata ad una persona di Chioggia.

A questo punto veniva informato il Commissariato di Chioggia che inviava suoi agenti presso la residenza dell’intestatario, al fine di accertare cosa fosse accaduto. Gli agenti, trovandosi di fronte la Parrocchia di San Giovanni Battista, deducevano che si trattava del parroco.
Non ricevendo risposta dal citofono, l’operatore di Sala Radio del Commissariato contattava telefonicamente il parroco, il quale riferiva che, verso le ore 01,45, mentre riposava, veniva svegliato da alcuni rumori, trovandosi di fronte un soggetto vestito di scuro, travisato ed armato con un piccolo coltello da cucina. La pronta reazione del parroco metteva in fuga il malvivente.
Nel frattempo, l’equipaggio della Polstrada di Piove, una volta terminati i rilievi del sinistro stradale, eseguiva un giro di perlustrazione nella zona circostante, per rilevare altre tracce o persone riconducibili al sinistro stradale ed in particolare in riferimento al veicolo abbandonato sulla Statale Romea. Ad alcuni chilometri di distanza, verso le ore 05,00 intercettavano un soggetto straniero, appiedato, che stava percorrendo la strada statale 516, in direzione Piove di Sacco.

Gli agenti insospettiti dalla presenza del soggetto, oltretutto in evidente stato di alterazione dovuto all’assunzione di alcol, procedevano al controllo del medesimo, che risultava sprovvisto di documenti. Il soggetto veniva accompagnato presso gli uffici della Questura di Padova per l’accertamento della sua identità.
A seguito di un accurato controllo lo stesso veniva trovato in possesso di 3 telefoni cellulari ed un borsellino in pelle nere che conteneva delle ostie.
L’uomo dichiarava di essere proprietario di un cellulare, ma non era in grado di giustificare il possesso degli altri due telefoni e del contenitore in pelle. A questo punto gli uomini del Commissariato di Chioggia, nel frattempo, cercavano di far luce sull’avvenuta rapina.

Purtroppo la vittima non informava immediatamente le Forze di Polizia dell’accaduto, lasciando trascorrere qualche preziosa ora per le ricerche del malvivente.
Nelle primissime ore del mattino, gli agenti del Commissariato ricevevano la denuncia del parroco, che iniziava a fornire i dettagli dell’atto criminoso.
Purtroppo il sacerdote non è stato in grado di fornire una dettagliata descrizione del soggetto, a causa dell’oscurità presente nella stanza e poiché l’aggressore era vestito con abiti scuri, ben travisato con una berretta od un cappuccio.

Il parroco riferiva di aver udito un accento straniero, senza riuscire a comprenderne l’esatta provenienza. La vittima non riportava alcuna lesione e con la propria pronta reazione riusciva a far desistere il malfattore, che si dava a precipitosa fuga perdendo il coltello.
In questo frangente il sacerdote non si avvedeva che il criminale s’impossessava dell’autovettura parcheggiata nelle adiacenze della parrocchia di San Giovanni Battista.
Secondo la ricostruzione degli operatori della Polizia di Stato, il malvivente avrebbe percorso la Statale Romea, in direzione Venezia, ed all’altezza di Rosara sarebbe uscito di strada danneggiando seriamente il veicolo ed abbandonandolo sulla sede stradale.

Successivamente sarebbe sopraggiunto un secondo veicolo che andava a sbattere con il veicolo in sosta sulla carreggiata.
I due telefoni ed il porta ostie, di cui era in possesso il soggetto straniero, appiedato, fermato dalla Polstrada sulla Statale 516, venivano sottoposti, da personale del Commissariato, all’esame del parroco, che li riconosceva come propri.
Sulle porte e finestre della Parrocchia non sono stati rilevati segni di effrazione, facendo ipotizzare che il malvivente si fosse nascosto all’interno dello stabile e poi abbia agito nel cuore della notte.
Il soggetto straniero veniva identificato per M.A., cittadino marocchino di anni 29, irregolare sul territorio dello Stato, senza fissa dimora, con precedenti specifici in materia di reati contro il patrimonio e la persona.
Alla luce degli elementi raccolti, trascorsa la flagranza, come previsto dalla legge, il cittadino marocchino veniva comunque indagato in stato di libertà per rapina aggravata.
Gli agenti del Commissariato, nel frattempo, riuscivano ad accertare che il soggetto, nella serata precedente, si era reso responsabile di un tentativo di furto all’interno di un bar della zona di Borgo San Giovanni.

Grazie alle immagini di videosorveglianza dell’esercizio pubblico ed al riconoscimento fotografico operato dalla vittima del tentato furto, lo straniero veniva deferito all’A.G. competente anche per il tentativo di furto di un giubbotto, di cui la proprietaria-denunciante riusciva a rientrare immediatamente in possesso inseguendo prontamente il marocchino.
La ragazza non aveva pensato di rivolgersi alla Polizia nella medesima serata, ma formalizzava solo nella mattinata odierna, a seguito delle indagini del Commissariato.
La Polizia Scientifica ha effettuato numerosi rilievi tecnici nell’appartamento e sul veicolo, al fine di verificare con esattezza la reale posizione del cittadino marocchino, nei confronti del quale sono stati comunque raccolti alcuni seri indizi. Da verificare se lo stesso abbia agito da solo o con il concorso di altre persone.
Gli stessi rilievi tecnici della Polizia Scientifica di Chioggia potrebbero risultare utili agli uomini della Polstrada di Piove per accertare chi fosse realmente alla guida della Fiat Punto, per le eventuali infrazioni in materia di codice della strada.
Il cittadino marocchino, che risultava irregolare sul territorio italiano, vista la sua pericolosità sociale, nella giornata odierna, verrà condotto nel CIE di Bari, in attesa di essere rimpatriato.

15/01/2016

Data prima pubblicazione della notizia:

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