Mestre, in treno: prego biglietto ma la straniera sferra un pugno in faccia al capotreno

ultima modifica: 08/02/2020 ore 13:56

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Un giorno con la Polizia Ferroviaria di Venezia Mestre: 7 denunce a fine giornata e, tra le righe, si scoprono esperienze veramente assurde.

Ne raccontiamo tre. Si comincia con una denuncia ad una rappresentante del ‘gentil sesso’.

Gli operatori della Sezione Polizia Ferroviaria di Venezia-Mestre sono stati costretti a denunciare all’Autorità Giudiziaria una cittadina straniera perché colpevole di aggressione nei confronti di un capotreno.

Qualche attimo prima, infatti, la donna aveva reagito con violenza inaudita alla richiesta di esibire il titolo di viaggio, di cui era, in realtà, sprovvista, e lo aveva colpito con forza al volto.

Gli stessi operatori hanno poco dopo denunciato in stato di libertà un italiano quarantenne ed uno straniero ventenne per rifiuto di fornire indicazioni sull’identità personale: a bordo di un convoglio in partenza, infatti, i due, anch’essi privi di regolare biglietto, non hanno voluto regolarizzare la loro posizione, né declinare le proprie generalità al capotreno.

A seguito di controlli effettuati all’interno dello Scalo Ferroviario di Marghera, invece, il personale della stessa Sezione Polizia Ferroviaria ha proceduto alla denuncia in stato di libertà di un albanese resosi responsabile di furto aggravato.

Lo straniero, gravato da vari precedenti penali e già denunciato all’Autorità Giudiziaria come autore di una serie di furti di bagagli avvenuti sempre con il medesimo modus operandi, è stato trovato in possesso di una somma di denaro di 20.000 yen, risultati essere il provento di un furto perpetrato poco prima ai danni di una turista giapponese.

La vittima, infatti, aveva appena sporto denuncia, negli uffici della Polizia Ferroviaria di Venezia S. Lucia, in merito al furto del proprio bagaglio, contenente esattamente la stessa somma di denaro, avvenuto a bordo di un treno Italo, in sosta nella stazione di Venezia-Mestre.

Le indagini e le immagini delle telecamere di videosorveglianza dello scalo hanno permesso di riconoscere con assoluta certezza l’albanese come l’autore del reato e di denunciarlo all’Autorità Giudiziaria.

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