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domenica 28 Febbraio 2021
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Il pitbull azzanna cagnolino, l’assicurazione non paga perché “Giocavano”

Dipendente del Comune di Venezia a spasso dopo aver timbrato patteggia

Il tuo cane ne morde un altro mentre i due animali stanno giocando tra loro? Nessun risarcimento, anche se il tuo Fido è assicurato per tutti i danni causati a terzi. E’ questa la tesi a dir poco “strampalata” che un liquidatore di una nota compagnia di assicurazione ha architettato per denegare la legittima richiesta di un proprio assicurato, che da un anno e mezzo sta lottando per ottenere il dovuto, con il supporto di Studio 3A.

L’incidente in questione, infatti, risale al 6 marzo 2016 e avviene nell’abitazione di un 61enne di Camponogara, proprietario di un pitbull, all’epoca ancora cucciolo. Quel giorno a casa dell’uomo arriva un’amica del figlio che porta con sé la sua femmina di bassotto, anch’essa cucciolo.

I due cani giocano senza alcun problema per un certo tempo in cortile, ma all’improvviso il pitbull morde la cagnolina più piccola su un fianco. Sembra una cosa da poco, limitata alla lacerazione della pelle, ma dagli accertamenti a cui viene subito sottoposta Nina, questo il nome della quattro zampe ferita, presso una clinica veterinaria emergono anche delle preoccupanti lesioni interne.

L’animale viene ricoverato nella struttura e sottoposto ad un intervento chirurgico. Tra esami e radiografie, operazione, giorni di degenza, medicinali e terapia, il conto sale presto e le spese veterinarie, tutte documentate, arrivano a circa 2.000 euro.

Il proprietario del pitbull le anticipa, contando di recuperarle attraverso l’assicurazione. Con lungimiranza infatti, vista anche la razza del suo cane, il 61enne ha stipulato una polizza casa/famiglia responsabilità del capo famiglia che copre anche tutti i danni a terzi causati dagli animali, “da caccia, da sella e da compagnia”, senza alcuna esclusione: una polizza che peraltro rinnova regolarmente da ben 24 anni.

Il padrone denuncia subito il sinistro alla sua compagnia e poi invia la richiesta danni presentatagli dalla proprietaria della bassotta e tutta la documentazione delle spese mediche sostenute. Sembra una formalità e invece l’uomo si vede rispondere dai liquidatori della compagnia che “non possiamo procedere alla gestione della pratica”, e quindi risarcire il danno, “perché non si ravvisa alcuna responsabilità da parte dell’assicurato trattandosi di un evento seguito dal gioco tra i due animali”.

Esterrefatto dalla risposta, il proprietario del pitbull, per far valere i propri diritti, attraverso la consulente personale dott.ssa Elisa Sette, si rivolge a Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, che si occupa anche di assistere gli assicurati sulle condizioni di risarcibilità e sugli indennizzi delle polizze assicurative in generale, e che si attiva senza indugio alcuno con Mediolanum: l’accadimento, infatti, qualsiasi elucubrazione si intenda fare, rientra in pieno nella responsabilità oggettiva del proprietario che ne risponde sempre e comunque, e di riflesso la sua assicurazione. Nonostante i ripetuti solleciti, tuttavia, la posizione della compagnia non cambia: il liquidatore preposto non può disconoscere che il caso specifico “non è escluso dalle condizioni della polizza”, ma insiste nell’asserire che, “trattandosi di un danno a seguito di un gioco/zuffa tra animali, non c’è alcuna responsabilità da parte del cane assicurato”.

Ergo, si sarà costretti a procedere con una causa, “con la certezza di vincerla e la speranza che il giudice, se la compagnia di assicurazione rifiuterà di aderire alla procedura di negoziazione assistita, le metta in conto anche una pesante sanzione per la lite temeraria, per aver cioè costretto un proprio assicurato ad adire le vie legali contro ogni logica – commenta il dott. Ermes Trovò, Presidente di Studio 3A – In tanti anni che svolgiamo quest’attività a tutela dei diritti dei nostri assistiti, scuse da parte delle compagnie per non pagare il giusto ne abbiamo sentite tante, ma questa le supera davvero tutte.

Come si può anche solo pensare di escludere dal risarcimento i casi in cui un cane ne ferisca un altro mentre i due animali stanno giocando o si stanno azzuffando, cioè la stragrande maggioranza delle circostanze? E come facciamo a stabilire con certezza quando due animali giocano, si azzuffano o quando stanno facendo dell’altro? Dovremo disporre una consulenza psicologica per i cani?”.

Data prima pubblicazione della notizia:

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