Gianluca Stival
Gianluca Stival
Gianluca Stival
15.9C
Venezia
lunedì 01 Marzo 2021
HomeViolenza contro le donnePerché Vanna uccisa dal marito se aveva fatto tutto quello che doveva?

Perché Vanna uccisa dal marito se aveva fatto tutto quello che doveva?

Un altro caso di femminicidio, un termine che racchiude la disperazione di tanti casi, ma anche le infinite parole di esperti e commentatori che raccomandano i comportamenti da tenere in questi casi. Ma Vanna Meggiolaro aveva fatto tutto quello che doveva...

Perché Vanna è stata uccisa dal marito se aveva fatto tutto quello che doveva?

Vanna Meggiolaro è stata uccisa dal marito che ha lanciato consapevolmente l’auto sotto le ruote di un tir. Sono morti entrambi, ma così il piano di lui si è concretizzato, perché gliel’aveva giurata.
Inutili le denunce, le segnalazioni, le richieste di aiuto da parte della donna. Perché Vanna è morta se aveva seguito tutte le procedure previste per l’esistenza di un marito violento e aggressivo da cui si stava separando? Perché lo Stato, le istituzioni, le associazioni, non sono state in grado di proteggerla?

C’erano le denunce, le scenate e le minacce ad alta voce che tutti sentivano. C’erano stati sequestri di coltelli e persino aggressioni ai vicini di casa. Da anni lei denunciava i soprusi dell’uomo, eppure il gip di Vicenza, Massimo Gerace, il 15 marzo 2016 ha rigettato la richiesta dell’allontanamento di Facchin dalla moglie e dalla figlia Sara, 24 anni, presentata dal pm Alessia La Placa.
Ma l’atteggiamento di Facchin era noto a tutti, anche ai carabinieri. Lui alla moglie ripeteva: «Te la farò pagare tutta la vita, fino a che morte non ci separi». Il 24 ottobre 2012 aveva minacciato con un coltello i suoceri, vicini di casa, con i quali non correva buon sangue. «Vi scanno tutti», aveva gridato a Graziano Meggiolaro e a Bianca Lovato.

Allora perché non si è fatto nulla per evitare la morte annunciata di Vanna Meggiolaro, la 50enne di Gambellara rimasta uccisa martedì nello schianto dell’auto lanciata a tutta velocità dal marito Antonio Facchin, 54, contro un tir?

La cronaca delle ultime ore di Vanna è straziante. Appena ha visto aumentare la velocità della macchina e riconosciuto il tipo di guida ha capito che quella corsa sull’auto guidata dal marito sarebbe finita in tragedia, quindi è riuscita a fare un’ultima telefonata, per chiedere aiuto: “mi ammazza, questo vuole che ci ammazziamo…!”. Aveva ragione. Ancora una volta, come quando chiedeva aiuto in precedenza.

Vanna Meggiolaro, 50enne vicentina, è morta poco dopo nello schianto tra l’auto su cui si trovava ed un camion,
provocato intenzionalmente dal marito, Antonio Facchin, 54 anni. L’uomo che aveva già denunciato per maltrattamenti in famiglia, e dal quale la donna, con difficoltà, si stava separando.

“La signora ha tentato un contatto telefonico – spiega il Procuratore di Vicenza, Antonio Cappelleri, senza svelare chi stesse chiamando – durante quell’ultima corsa in auto con il coniuge”. Una telefonata disperata, “…vuole che ci ammazziamo”, che ha lasciato pochi dubbi ai Carabinieri e agli inquirenti sulle vere intenzioni di Facchin: omicidio-suicidio, per mettere fine allo sfascio di una famiglia al quale lui, artigiano edile, facile all’ira, non
voleva rassegnarsi.

I due, una figlia di 24 anni, erano insieme da 25 anni. Ma le cose da tempo non andavano bene. Liti continue, urla. Nonostante la situazione difficile, negli ultimi giorni le cose sembravano essersi sistemate. L’avv. Zuin spiega: “la causa di separazione da giudiziale si sarebbe trasformata in consensuale, l’udienza era prevista proprio oggi”. Marito e moglie avevano trovato l’accordo sulla separazione dei beni; Facchin si era trasferito in un altro alloggio, consentendo alla compagna di rientrare nelle casa familiare. Certo non tutto filava liscio. Sull’uomo pendeva ancora la denuncia per maltrattamenti in famiglia presentata da Vanna. Ma anche qui era stato trovato l’accordo con il Pm: fra una decina di giorni Facchin si sarebbe presentato per patteggiare. Non che fosse il primo intoppo con la giustizia per l’artigiano facile agli scatti d’ira. Nel febbraio 2016, in avvio della separazione, si era presentato nello studio della legale della moglie con una pistola finta (ma senza tappo rosso).

Un rancore che evidentemente non aveva smesso di covare dentro di lui. Così martedì pomeriggio la figlia e i familiari della coppia si sono preoccupati quando hanno capito che la donna non rispondeva al cellulare. Quando i carabinieri li hanno contattati, chiedendogli di arrivare in caserma, hanno subito pensato al peggio. Antonio, alla guida della ‘Nissan’ Micra sulla quale sedeva anche Vanna, aveva probabilmente tutto in testa. Quando ha visto sul rettilineo quel camion arrivare dalla parte opposta ha sterzato, o forse ha lasciato andare la macchina: nessun segno di frenata, un botto tremendo, l’arrivo dei soccorritori.

Per Vanna, uccisa dal coniuge, e Antonio, suicidatosi nello stesso gesto, non c’era più nulla da fare.
Recuperati i cellulari, e le ultime chiamate, il quadro si è fatto chiaro per i magistrati. Un fascicolo aperto per omicidio volontario, e subito chiuso, per morte del reo.

Mario Nascimbeni

Data prima pubblicazione della notizia:

sponsor

Vuoi lasciare un commento? Nessuna registrazione necessaria

Please enter your comment!
Please enter your name here

Le notizie più lette dopo la pubblicità
Loading...

Rialto, la banda di aggressori ha le ore contate [il video]

Rialto, la banda di aggressori ha le ore contate. Hanno urinato sul ponte di Rialto e colpito chi li ha rimproverati. Non sapendo, probabilmente, che...

“Ci viene impedito di issare la bandiera di San Marco. Danno alle generazioni veneziane”. Lettere

Riceviamo e pubblichiamo. "L' Associazione culturale wsm Venexia Capital tiene a far sapere che a Venezia non è possibile commemorare la nascita del Doge Morosini...

Auto si capovolge, giovane donna perde la vita. Ultima ora

Auto si capovolge, una giovane donna ha perso la vita. Un incidente mortale quello che si è verificato questa sera alle 21.30 a Salzano,...
spot

Aggressione a Rialto: denunciato un ventenne, individuati due amici

Il comandante della Polizia locale, Agostini: "Venezia è una città sicura e sotto controllo, grazie anche alla collaborazione con le altre forze di polizia...

Ricercato internazionale arrestato a Venezia, faceva colazione in un hotel di lusso

Come in un intrigo internazionale, di quelli che si vedono nei film o nei romanzi ad alta suspense , il giallo si conclude con...

Assembramenti a Venezia, Polizia chiude bar

Veneto ancora zona gialla ma non deve venire meno l'attenzione per le norme anti-contagio. Nella giornata di ieri, invece, la Sezione Polizia Amministrativa del Commissariato...
le notizie più lette dopo la pubblicità
Loading...

Concorso Letterario de “La Voce di Venezia”. Prima edizione: “Racconti in Quarantena”. La classifica

» vota il tuo racconto preferito » vai alla presentazione del concorso » leggi tutti i racconti arrivati

Morto Antonio Catricalà. E’ suicidio

Antonio Catricalà è morto. Aveva 69 anni. Ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ed ex Garante dell'Antitrust, Catricalà si sarebbe suicidato in casa. La scoperta...

Covid ospedaliero a Venezia in ripresa: 22 ricoveri in due giorni

Covid Venezia, numeri in ripresa di riflesso agli indicatori che arrivano dalla situazione regionale e nazionale. 22 altre persone si sono ricoverate in due giorni...
spot

Covid, a Mestre centro sabato tamponi rapidi gratuiti

Domani, sabato, a Mestre, in piazzale Donatori di Sangue, sarà possibile sottoporsi al test del 'tampone rapido'. L'esame sarà eseguito con tampone di terza generazione. In...

Nuovo Dpcm: niente riaperture fino a Pasqua

Nuovo Dpcm: il governo non allenta le misure. "Le variante inglese, a maggior diffusione, sarà presto prevalente. L'Rt si appresta a superare la soglia...

Aggiornamento Covid: balzo dei positivi

Covid Veneto: è allarme per un nuovo forte balzo dei positivi. Nuovi contagi Covid in Veneto oggi: si registrano 1.304 positivi al virus in 24...
error: Contenuto coperto da Copyright. Ogni trasgressione verrà perseguita a termini di legge. Questo messaggio costituisce informativa, l\'interessato del plagio non potrà quindi invocare la \"buona fede\" ai sensi di Legge.