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sabato 16 Ottobre 2021

Pensioni: Quota 100 resta o sparisce?

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Pensioni: Quota 100 resta o sparisce alla luce dei futuri interventi risanatori di Mario Draghi?
Quota 101 potrebbe essere una strada da percorrere per non gettare i buoni principi instaurati da Salvini?
Diciamo subito che il meccanismo che permette di andare a pensione a 62 anni con 38 di anzianità di servizio difficilmente sarà cancellato d’emblée ma più probabilmente sarà assorbito da una rimodulazione dell’intero sistema previdenziale.
Molti sono i punti sul tavolo del nuovo premier: il nodo dei licenziamenti, la riforma degli ammortizzatori, l’entità dei ristori, il peso del fisco, il tutto cercando di fare scelte condivise per il rilancio del Paese. Mario Draghi ha fatto riferimento esplicito al “dialogo con le forze sociali” ma anche con la consapevolezza di una partita complessa e difficile con scelte da compiere nel solco di quel “debito buono” capace di generare sviluppo. Sbagliare non si può.
“Questo è l’ultimo treno per la ripresa”, dice infatti la leader della Cisl Annamaria Furlan che propone

“un’alleanza, un patto sociale” sulle priorità da affrontare”.
Mentre Confindustria, attraverso le parole del vicepresidente per il Credito la Finanza e il Fisco Emanuele Orsini, assicura che con il governo a guida Draghi “vorrà essere parte attiva nella formulazione delle proposte economiche” e non solo “correggerle”.
Stessa richiesta arriva anche da Confcommercio che chiede “un pieno coinvolgimento delle parti sociali ai progetti e alla governance e necessità di riforme e investimenti in termini di politiche, progetti e risorse”.
I temi sono comuni a tutte le forze sociali: “Abbiamo tre priorità: il piano vaccinale, un’emergenza occupazione terribile con migliaia di posti di lavoro andati in fumo e la fine del blocco dei licenziamenti e infine l’opportunità Recovery” spiega Furlan.

Pensioni
I concetti appena esposti sono stati sottolineati anche dal leader della Cgil Landini che però aveva subito messo sul piatto anche il tema delle pensioni.
“Superare Quota100 senza una riforma complessiva non è accettabile” aveva spiegato ricordando che in merito: “abbiamo avanzato proposte precise che siamo pronti ad illustrare anche al nuovo presidente del Consiglio”. Gli stessi temi centrali erano stati evidenziati subito anche dal presidente degli industriali, Carlo Bonomi: ” una riforma radicale degli ammortizzatori sociali” e “politiche attive del lavoro”, “la riforma fiscale”, con una revisione generale delle disparità di prelievo da reddito da lavoro o da capitale”.
La posizione attuale di Salvini, ideatore della Quota 100?
“Se il rinnovo è a costo zero, perché rinunciarvi?”
Conti alla mano, il leader della Lega sfida tutti a dimostrare l’insostenibilità della ‘porta d’uscita’ dal lavoro.
Quota 100 è non negoziabile? No, non è così, io non mi siedo mai al tavolo con qualcuno dicendo: ‘O è così o pomì, o ho ragione io o andiamo tutti a casa e mi porto via il pallone’. Noi facciamo

ragionamenti”.
“Se il rinnovo di Quota 100 è a costo zero, non vedo perché rinunciare a uno strumento che da respiro a persone che hanno almeno 62 anni e hanno lavorato almeno per 38 anni”.
Sono le parole del segretario della Lega, Matteo Salvini, pronunciate questa mattina al programma ‘Il caffè della domenica’ su Radio 24.

(foto: Matteo Salvini. Da archivio)

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