Pensioni, dopo il rinvio di Renzi coro di dissenso. Ferrero: Renzi ciarlatano

ultima modifica: 12/10/2015 ore 14:50

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Pensioni bloccate ancora per un anno. La conferma è arrivata direttamente dal premier Matteo Renzi che ha ribadito come la Legge Fornero resterà ‘così com’è’ ancora per il 2016 con nessuna possibilità di flessibilità in uscita in fase di approvazione: se ne riparlerà il prossimo anno.
La decisione ha scatenato un coro di dissenso.

E’ “sbagliato rinviare la scelta e pensare si tratti di qualche aggiustamento emergenziale, scaricando gli oneri sui lavoratori”. Queste le parole della leader della Cgil, Susanna Camusso, a cui fanno eco quelle di Paolo Ferrero segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, e Roberta Fantozzi, responsabile nazionale Lavoro di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea.
“Renzi è un ciarlatano totale: sulle pensioni l’ultima dimostrazione, se ce ne fosse stato bisogno. Infatti, non solo blatera le solite scuse per non fare l’unica cosa che servirebbe sul fronte delle pensioni: cancellare la riforma Fornero, quella che ha allungato l’età pensionabile, vergognosamente. Renzi non riesce nemmeno a fare l’unica cosa che ha annunciato e promesso, ovvero la flessibilità in uscita, usando la scusa che non ci sono soldi!”.

“Renzi vuole infatti togliere le tasse sui castelli che risultino essere utilizzati come prima casa ma non vuole permettere ai lavoratori e alle lavoratrici di andare in pensione prima. Mente sapendo di mentire: basta prenderli a quelli che hanno ville e castelli!”, osservano, prima di concludere: “Piuttosto che continuare a sparare balle, quindi, dovrebbe abolire la legge Fornero: sarebbe l’unica misura di civiltà in un paese in cui i giovani non trovano lavoro e i più anziani sono costretti a lavorare fino a 67 anni”.

“Quando si va sul concreto il Governo fa marcia indietro: un provvedimento congegnato per restituire dignità e giustizia a chi è in attesa di andare in pensione (avendo versato i contributi fino all’ultimo centesimo) viene ora procrastinato”.
E’ invece quanto afferma Mariastella Gelmini, vice capogruppo vicario di Forza Italia alla Camera dei Deputati.

“Dopo aver illuso centinaia di migliaia di italiani colpiti dalle storture della riforma Fornero, adesso l’Esecutivo ‘rinvia di un anno’ la flessibilità in uscita per le pensioni. ‘I numeri non sono chiari’, si giustificano, un po’ come quelli dei nuovi assunti con il Jobs Act. E’ l’ennesima beffa di un Governo che vive ormai solo di annunci: promesse di giornata destinate a non trovare attuazione. Gli Italiani però hanno capito, e l’imbroglio sulle pensioni fa il paio col disastro di Roma targato Marino: tutte scelte di casa Pd”, ha concluso.

“Il premier ha annunciato che sulle pensioni anche per quest’anno niente da fare. I lavoratori e le lavoratrici si rassegnino. Sull’eliminazione della Tasi per ville e casali di lusso si corre veloce, e per chi dopo una vita di lavoro chiede il rispetto di un diritto si va piano, anzi pianissimo”.
Dichiara il capogruppo di Sel a Montecitorio Arturo Scotto.
“Non può funzionare così. Presenteremo emendamenti alla prossima Legge di Stabilità e siamo disponibili a condividerli in maniera trasversale. Sulle pensioni bisogna cambiare impostazione”, conclude Scotto.

Redazione

12/10/2015

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