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Una volta la legge cantava:” vorrei avere 1000 lire al mese “oggi con 1000
euro non campa e quando andrà in pensione dovrà sempre mangiare “di magro”,
italiani sempre più poveri

Oramai è chiaro, il sistema pensionistico italiano è andato in cortocircuito
da un po’, la legge Fornero ha prodotto un limbo nel quale versano numerose
persone che in attesa di una risposta vista l’età non trovano lavoro.

Le riforme attuate per il sistema pensionistico sono state lacrime e sangue e
si vuol far pagare il “conto” chi non ha colpa , ma ha subito questo declino
e dissipazione di forze economiche che hanno comportato la “ripulitura “
delle casse dell’ente ,soprattutto quando si è accollato l’ormai deceduto
ente INPDAP dei statali con debiti fuori controllo che con il
matrimoni/fusione dell’Inps ha fatto sì che quest’ultimo si accollasse il
tutto penalizzando i lavoratori del settore privato e delle partite iva a
favore di chi è occupato con posto fisso statale , perché essi non rischiano
il posto di lavoro come quelli del settore privato una agevolazione che
dovrebbe quanto meno finire .

Dopo averti scippato il Tfr e aumentato la
contribuzione di percentuale con la riforma Fornero ci troveremmo più vecchi
avendo versato di più percependo meno quanto una pensione sociale e chi oggi
inizia con una decontribuzione favorita dal job acts sarà ancora più povero.

Ma chi ha dilapidato queste fortune rimane impunito , anzi continua a
percepire i suoi previlegi fuori luogo , se il potere del popolo ,il popolo
vorrebbe togliere a loro questi lauti previlegi , ma loro non ne vogliono
sapere dimostrando tutta la loro arroganza e pochezza nell’etica nel
svolgere il proprio mandato .

Tornando a noi dunque lo scenario all’orizzonte
è questo aumentano i requisiti per l’uscita dal lavoro e diminuiscono i
coefficienti di trasformazione: così la pensione si allontana e si abbassa.;

in pensione a 67 anni, ma con assegni più bassi questa e la realtà che si
prospetta nel 2019. Ma non è finita qui: in pochi, difatti, hanno
considerato che l’aumento dei requisiti per la pensione si accompagna alla
riduzione dei coefficienti di trasformazione, abbassando di conseguenza la
prestazione: un meccanismo, anche questo, previsto dalla legge Fornero,
volto a evitare che alla crescita dell’età pensionabile si accompagnasse una
crescita esponenziale degli assegni, determinando così il default del
sistema previdenziale, perché il cittadino deve essere sempre “legnato”.

Tutto questo fa sorridere perché decidono il futuro sulla nostra vecchiaia
togliendoci la serenità ma non toccano nulla di quanto spetta a loro, quando
la “massa proletaria” li vorrebbe stipendiati con gli stessi loro salari, ma
non ci sentono chissà perché.

Bragatto Gianluca

Riproduzione Riservata.

 

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