Papa Francesco chiede perdono per gli scandali, e “guai a chi tradisce i bambini”

ultimo aggiornamento: 15/10/2015 ore 07:51

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Papa Francesco chiede perdono per gli scandali, e guai a chi tradisce i bambini

«Gesù è realista e dice: “È inevitabile che avvengano scandali. Ma guai all’uomo a causa del quale avviene lo scandalo”».
Papa Francesco aggiunge: «Io vorrei, prima di iniziare la catechesi, a nome della Chiesa, chiedervi perdono per gli scandali che in questi ultimi tempi sono accaduti sia a Roma che in Vaticano. Vi chiedo perdono».

Non aggiunge altro, il pontefice, né dalla Santa Sede arrivano chiarimenti ufficiali: «Se il Papa usa una formula di carattere ampio e generale, questa è la sua intenzione. Se vuole dire cose più particolari e precise, sa come dirle», comunica padre Lombardi.


Papa Francesco che fa mea culpa è una sorpresa, prima della udienza generale con circa 30.00 persone in piazza San Pietro.
L’ammissione parte dal brano del Vangelo pronunciato poco prima dal lettore, il “Guai al mondo per gli scandali” pronunciato da Gesù: “‘È inevitabile che vengano scandali, ma guai all’uomo a causa del quale viene lo scandalo! Se la tua mano o il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo e gettalo via da te'”.

Papa Francesco non ha specificato a quali scandali si riferisse, sia a Roma che in Vaticano non sono mancati anche di recente scandali sia a carattere sessuale che di natura sociale, e anche scandali contro i bambini.
Tra quelli sessuali, il defunto Wesolowski, l’outing di mons. Chamarsa, i parrocchiani dei carmelitani romani che denunciano i comportamenti dei loro religiosi. Sicché è difficile sapere quali scandali in
particolare il Pontefice avesse in mente.

Padre Lombardi, spiegando che se il Papa non è entrato nel dettaglio non tocca a lui farlo, ha sottolineato che il Pontefice si riferiva ovviamente agli scandali opera di uomini di Chiesa, che non c’è alcun riferimento politico, tanto meno alla vicenda del sindaco di Roma.


L’udienza generale si è comunque incentrata sulle promesse ai bambini, sul tradimento delle promesse, sullo scandalo di chi offende i bambini, sulla protezione dei bambini come protezione dell’umanità. In più papa Francesco ha introdotto una riflessione sul “tenero e misterioso rapporto di Dio con l’anima dei bambini” e sulla “scintilla di Dio” che i papà e le mamme possono donare ai piccoli.

Le promesse ai bambini, ha spiegato papa Bergoglio, “non tanto le promesse che facciamo qua e là, durante la giornata, per farli contenti o per farli stare buoni (magari con qualche innocente trucchetto), per invogliarli ad impegnarsi nella scuola o per dissuaderli da qualche capriccio. Parlo – ha sottolineato – delle promesse più importanti, decisive per le loro attese nei confronti della vita, per la loro fiducia nei confronti degli esseri umani, per la loro capacità di concepire il nome di Dio come una benedizione”.

Noi adulti, ha osservato, siamo soliti parlare dei bimbi come futuro e promessa, e a commuoverci per questo. “Ma mi domando, – ha detto – a volte, se siamo altrettanto seri con il loro futuro!”. “Una domanda che dovremmo farci più spesso è questa: quanto siamo leali con le promesse che facciamo ai bambini, facendoli venire nel nostro mondo?”.

Le promesse degli adulti ai piccoli, dei genitori, della Chiesa, sono di “accoglienza e cura, vicinanza e attenzione, fiducia e speranza”, “promesse di base, che si possono riassumere in una sola: amore. Questo è il modo più giusto di accogliere un essere umano che viene al mondo, e tutti noi lo impariamo, ancora prima di esserne coscienti”.

I bimbi si aspettano il rispetto di queste promesse, “in tutte le etnie, in tutte le culture, in tutte le condizioni di vita! Quando accade il contrario, i bambini vengono feriti da uno ‘scandalo’ insopportabile, tanto più grave, in quanto non hanno i mezzi per decifrarlo”. Ma c’è Dio che “veglia sulle promesse”, e “giudica” gli adulti se le tradiscono.

E’ a questo punto che papa Francesco ha riflettuto sul “rapporto di Dio con l’anima dei bambini”, sulla “loro spontanea fiducia in Dio” che, ha commentato, “non dovrebbe mai essere ferita, soprattutto quando ciò avviene a motivo di una certa presunzione (più o meno inconscia) di sostituirci a Lui”. Dall’amore i bimbi imparano “che la bellezza del legame fra gli esseri umani punta alla nostra anima, cerca la nostra libertà, accetta la diversità dell’altro, lo riconosce e lo rispetta come interlocutore”.

E’ per questo, ha sottolineato papa Bergoglio, che “solo se guardiamo i bambini con gli occhi di Gesù, possiamo veramente capire in che senso, difendendo la famiglia, proteggiamo l’umanità! Il punto di vista dei bambini è il punto di vista del Figlio di Dio”. E ciò ha molto da dire anche alla “maternità
della Chiesa”.

15/10/2015

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